La ricerca condotta dal team guidato dal chimico Chih-Jen Shih segna un avanzamento importante nel campo dei dispositivi emissivi, grazie alla realizzazione di OLED grandi quanto una cellula, con dimensioni che raggiungono appena 100nm di diametro. Una scala così ridotta, pari a circa un centesimo di una cellula umana, permette di immaginare applicazioni che vanno ben oltre la semplice evoluzione degli schermi tradizionali.
Le dimensioni microscopiche dei nuovi diodi permettono infatti di entrare nel territorio della microscopia avanzata, dell’ottica integrata e persino della manipolazione diretta delle onde luminose all’interno di chip fotonici.
Cosa cambia con i nuovi Nano OLED
La vera innovazione, però, non riguarda solo la miniaturizzazione estrema. La squadra dell’ETH Zurich infatti è riuscita a sviluppare anche un processo produttivo in singola fase, capace di generare matrici ad altissima densità senza richiedere tecniche multistep complesse o costose.
Tale metodo consente una concentrazione di pixel fino a 2.500 volte superiore rispetto alle tecnologie OLED oggi disponibili sul mercato, aprendo la strada a display con livelli di dettaglio mai visti prima. Non sorprende quindi che i settori più interessati siano quelli dei dispositivi indossabili, della realtà aumentata e dei visori per distanza ravvicinata, dove l’occhio umano percepisce immediatamente anche le più piccole imperfezioni.
Le implicazioni più sorprendenti della ricerca derivano dal fatto che questi nano-OLED sono più piccoli della lunghezza d’onda della luce visibile. Ciò significa che il comportamento ottico dei pixel non è più isolato. In pratica, si ricreano gli stessi principi dei sistemi “phased-array”, già utilizzati nelle tecnologie radar e laser per dirigere un fascio senza muovere componenti meccaniche.
Applicato alla scala nanometrica, questo effetto potrebbe portare alla creazione di display olografici, micro-laser reindirizzabili, sistemi di comunicazione ottica complessi e nuove soluzioni per la fotonica integrata su chip.
Guardando al futuro, Shih introduce il concetto di meta-pixel, gruppi tridimensionali di nano-OLED capaci di proiettare immagini volumetriche attorno all’osservatore. Se questa visione dovesse trasformarsi in realtà, il concetto stesso di display potrebbe evolvere in strutture luminose tridimensionali, dinamiche e immersive.
