I recenti scandali che hanno riguardato la diffusione non consensuale di immagini a sfondo sessuale ha riaperto la grande diatriba legata al controllo dei contenuti che gli utenti si scambiano tramite le chat di messaggistica istantanea, tutto questo ha preso corpo in quello che da molti oppositori è stato definito il Chat Control, uno strumento che è passato al vaglio dell’Unione Europea che di fatto permette alle aziende che si occupano delle piattaforme di messaggistica di scansionare i contenuti dei messaggi degli utenti per andare a caccia di elementi problematici che riguardano soprattutto i minori.
Questo strumento inizialmente ha incassato il secco da parte di alcune grandi potenze europee tra le quali spicca il nome della Germania, ora però la versione 2.0 di questo regolamento passerà nuovamente al vaglio dell’Unione Europea per capire se può essere effettivamente applicabile e soprattutto se rappresenterà un elemento d’obbligo per le aziende oppure opzionale.
Nuova votazione
A dicembre, nello specifico o l’otto o il 9 dicembre, i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione Europea si riunirono per votare nuovamente, sì o no, in merito all’introduzione di questo strumento che consentirebbe e obbligherebbe le aziende a introdurre sistemi di scansione proprio per andare a beccare le chat problematiche, l’unico vero dubbio rimane sulla forma di questo regolamento, dal momento che si è tuttora indecisi se introdurlo come obbligo o come forma opzionale per le aziende.
Fino a questo momento, a fare da muro all’introduzione di questo strumento, ci aveva pensato il regime danese che faceva da presidente al Consiglio dell’Unione europea, il mandato però terminerà proprio a dicembre in favore del governo cipriota, il quale erediterà la patata bollente in merito alla gestione di questo regolamento, ovviamente se quest’ultimo dovesse essere accettato sottoforma di opzione e non di obbligo per le aziende rimane da vedere se queste ultime decideranno di adottarlo oppure no, sicuramente l’obiettivo dell’Unione Europea è quello di porre un freno decisamente consistente e radicale alla diffusione di contenuti che riguardano i minori da sempre molto problematici.
