Google continua a spingere sull’integrazione tra Android e l’intelligenza artificiale, e l’ultima novità in fase di test è uno strumento di markup completamente nuovo pensato per Gemini. L’obiettivo è unire, potenziare e modernizzare la classica funzione Cerchia e Cerca, trasformandola in una modalità universale di selezione e comprensione dei contenuti sullo schermo.
Il nuovo strumento funziona come un layer grafico che si attiva sopra qualsiasi app. Quando l’utente lo richiama, lo schermo viene leggermente oscurato e compaiono i controlli dedicati alla selezione: è possibile cerchiare, evidenziare, tracciare linee o ritagliare aree specifiche. In altre parole, non ci si limita più a cerchiare un oggetto o un testo — si può definire con precisione cosa mostrare a Gemini, che poi interpreta il contenuto per fornire informazioni, riassunti, spiegazioni o passaggi successivi.
Il funzionamento ricorda un vero e proprio editor di markup, simile agli strumenti di annotazione delle foto, ma applicato a tutto ciò che compare in tempo reale sul display. Google punta a rendere la procedura più naturale: se un utente vuole sapere di più su un prodotto in un video, capire il significato di un grafico o confrontare un dato trovato in un PDF, basta selezionarlo con un gesto e lasciare che Gemini faccia il resto.
Gemini diventa ancor più un assistente personale con le ultime novità introdotte da Google
Un altro aspetto interessante è che il sistema sarebbe in grado di riconoscere automaticamente gli elementi disegnati, interpretando la forma del cerchio o della linea anche se imprecisi. L’esperienza quindi resta fluida, senza dover ridisegnare il gesto più volte.
In pratica, Google vuole trasformare Cerchia e Cerca in un linguaggio visivo universale: un modo per comunicare con l’assistente AI senza dover passare da menu, selezioni testuali o comandi vocali. Una soluzione che si inserisce nella strategia più ampia di rendere Gemini parte attiva dell’interfaccia Android, sempre pronta a intervenire in base a ciò che l’utente vede e tocca.
Se i test andranno bene, questo nuovo strumento potrebbe diventare una delle funzioni cardine di Android 16 con i prossimi Pixel, segnando l’evoluzione più significativa di Circle to Search dalla sua introduzione.
