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La startup californiana Figure AI, uno dei nomi più discussi nel panorama della robotica umanoide, è finita al centro di un caso giudiziario che mette in dubbio la sicurezza dei suoi prodotti. A sollevare la questione è Robert Gruendel, ex responsabile della sicurezza dei sistemi dell’azienda, che ha denunciato di essere stato licenziato dopo aver segnalato internamente la possibilità che i robot sviluppati dal gruppo potessero rappresentare un rischio fisico per gli esseri umani.
Le accuse dell’ex dirigente
Secondo la denuncia, Gruendel avrebbe avvertito il management di livelli di forza e velocità operativa superiori alle soglie considerate sicure per interazioni dirette con persone. In particolare, alcuni test interni avrebbero mostrato capacità di movimento tali da poter provocare lesioni gravi. In un episodio citato nei documenti, uno dei prototipi avrebbe inciso un solco di sei millimetri su una porta d’acciaio semplicemente durante una prova di routine.
L’ex dirigente sostiene che le sue osservazioni siano state ignorate dal CEO Brett Adcock e dal capo ingegneria Kyle Edelberg, i quali avrebbero considerato le sue preoccupazioni un ostacolo allo sviluppo e alla raccolta fondi in corso. A rendere più pesante la situazione ci sarebbero anche alcune comunicazioni interne che, secondo la denuncia, dimostrerebbero un atteggiamento volto a minimizzare i rischi per evitare rallentamenti negli investimenti.
La versione dell’azienda
Figure AI, oggi valutata oltre 39 miliardi di euro e sostenuta da investitori come Jeff Bezos, Nvidia e Microsoft, ha risposto definendo le accuse “infondate” e attribuendo il licenziamento di Gruendel a “prestazioni non in linea con gli standard richiesti”. Un portavoce ha ribadito che la sicurezza rimane una priorità assoluta per l’azienda e che tutti i prototipi rispettano le normative in materia di interazione uomo-macchina.
Fonti interne vicine al team di sviluppo affermano inoltre che i robot attuali non hanno potenza sufficiente per rappresentare un pericolo reale, e che i test menzionati sarebbero stati condotti in condizioni estreme, non rappresentative dell’uso finale.
Un caso che apre un precedente nel settore
Il procedimento legale potrebbe trasformarsi in uno dei primi contenziosi di whistleblowing nel campo della robotica avanzata. Gli avvocati di Gruendel sostengono che il suo allontanamento sia legato alla volontà di nascondere potenziali criticità di sicurezza ai nuovi investitori, durante il round di finanziamento che ha portato l’azienda a una valutazione record.
L’esito del processo potrebbe influenzare in modo significativo l’intero comparto dei robot umanoidi, un settore in forte espansione ma ancora privo di regolamentazioni chiare. Oggi, infatti, non esiste uno standard internazionale che definisca i limiti di potenza o di forza ammissibili per i robot destinati all’interazione diretta con gli esseri umani.