Dal 19 novembre il nuovo filtro predisposto da AGCOM per contrastare lo spoofing su numerazioni mobili italiane è entrato nel pieno dell’operatività e i primi numeri mostrano un impatto significativo. Ogni giorno viene intercettato un flusso vicino ai dieci milioni di chiamate provenienti dall’estero ma camuffate con prefissi italiani. Un volume enorme che ha ridotto in modo netto le telefonate legate a finti investimenti o proposte commerciali non richieste, senza generare disagi per chi si trova in roaming all’estero.
Le chiamate autentiche provenienti da numeri stranieri reali continuano infatti a raggiungere i destinatari. Questo elemento è centrale per comprendere il funzionamento del sistema: il filtro colpisce solo le numerazioni falsificate, non il traffico internazionale legittimo.
Come funziona il filtro e cosa prevede la norma
Il nuovo blocco sulle numerazioni mobili rappresenta il secondo passaggio del percorso avviato dall’Autorità dopo quello introdotto ad agosto sulle finte linee fisse. Secondo il commissario Massimiliano Capitanio, l’obiettivo è ridurre l’impatto delle chiamate ingannevoli rendendole progressivamente inermi dal punto di vista economico. Se la telefonata non arriva a destinazione, il vantaggio per chi la genera viene meno.
I dati monitorati con la delibera n. 106/25/CONS mostrano come il primo filtro, quello sui numeri fissi, abbia già prodotto un calo graduale delle chiamate bloccate. A settembre 2025, su oltre 1,4 miliardi di telefonate internazionali dirette in Italia, ne sono state filtrate circa 20 milioni, pari all’1,37% del totale. Nei mesi estivi, quando la misura era ancora in fase iniziale, le percentuali erano più alte, segno che l’effetto deterrente cresce nel tempo.
Secondo la logica dell’Autorità, lo stesso schema dovrebbe ripetersi per le numerazioni mobili: meno call efficaci, meno incentivi per chi organizza questi flussi.
I limiti del sistema e il rischio di spostamento del problema
Il filtro, però, non può risolvere tutto. Capitanio sottolinea che il fenomeno delle truffe telefoniche potrebbe migrare verso altri canali, come WhatsApp, i social o chiamate da numerazioni estere autentiche. In assenza di uno standard internazionale, chi opera in modo illecito può spostarsi verso Paesi con regole meno stringenti, continuando a colpire con prefissi reali, come quelli britannici, svedesi o romeni.
Questo significa che la riduzione è concreta, ma non totale. Serve un monitoraggio costante e un adattamento continuo delle contromisure.
Gli strumenti per proteggersi ulteriormente
Per quanto riguarda gli strumenti personali, esistono diverse strategie complementari. Tra queste:
l’uso di app per l’identificazione delle chiamate spam, con attenzione alla privacy;
il blocco delle chiamate internazionali tramite operatore;
l’iscrizione al Registro delle Opposizioni per fermare il telemarketing legale.
Quest’ultimo resta fondamentale per bloccare le chiamate autorizzate dei call center italiani, con l’eccezione dei consensi forniti dopo l’iscrizione o dei contatti legati a contratti già attivi. Capitanio consiglia di rinnovare periodicamente l’iscrizione, perché il consenso può essere concesso anche in modo involontario attraverso moduli o carte fedeltà.
