Dopo mesi di indiscrezioni, confronti creativi e prototipi scartati, Jony Ive e Sam Altman avrebbero finalmente definito il design del loro misterioso device AI, il progetto che punta a reinventare il modo in cui interagiamo con la tecnologia tutti i giorni. Non un telefono, non uno smart speaker, non un wearable: qualcosa di nuovo, che secondo chi ha visto i concept preliminari punta a superare l’idea stessa di “dispositivo personale”.
Un oggetto che non assomiglia a nulla di esistente
Il lavoro del team — che unisce l’estetica minimalista di Ive e l’approccio radicale all’AI di Altman — starebbe convergendo verso un prodotto che privilegia semplicità estrema e interazione naturale. L’obiettivo non è aggiungere un altro schermo alle nostre vite, ma togliere complessità, riducendo l’interfaccia al minimo.
La forma finale non sarebbe quella di un telefono tascabile, né di un pin da indossare, né di un assistente da scrivania. Le ultime indiscrezioni parlano di un dispositivo compatto, pensato per essere usato più con la voce, i gesti e la comprensione del contesto che con il tocco.
L’AI come centro, non come funzione
Il punto chiave del progetto è trasformare l’AI da semplice assistente a intermediario principale con il mondo digitale. Il device non serve per aprire app, ma per chiedere cose: pianificare, sintetizzare, reagire, prendere decisioni. L’interazione sarà incentrata su conversazioni naturali, con un sistema capace di comprendere tono, priorità e persino abitudini personali.
In altre parole, non un gadget che supporta l’AI, ma un oggetto costruito attorno all’AI.
Materiali premium e design “da Ive”
Chi conosce il lavoro dell’ex chief designer Apple non sarà sorpreso: il device punterà su materiali raffinati, linee morbide e curve delicate. L’estetica dovrebbe richiamare la filosofia “meno ma meglio”, con forme pure e un hardware quasi invisibile. L’obiettivo è far percepire l’oggetto come qualcosa di intimo, immediato, quasi naturale da tenere in mano o da avere vicino.
Un prodotto che vuole inaugurare una nuova categoria
Altman e Ive non vogliono competere con smartphone e smartwatch: vogliono creare una categoria completamente nuova, basata su un’interazione più umana e meno dipendente dallo schermo. Si parla di un dispositivo che impara, anticipa, assiste e avvia azioni senza bisogno di aprire menu o cambiare app.
Quando potrebbe arrivare?
Il progetto sarebbe ormai entrato nella fase di definizione industriale, una delle ultime tappe prima della produzione dei primi prototipi finali. È improbabile un lancio immediato, ma i lavori sembrano procedere con una direzione chiara, frutto della collaborazione tra due figure che raramente sbagliano visione.
