Negli ultimi mesi sono aumentate le segnalazioni legate alle finte campagne di riciclo elettronico, iniziative che promettono smaltimento sicuro, sconti o premi in cambio di vecchi smartphone, tablet, PC o piccoli elettrodomestici. In apparenza sembrano progetti legati alla sostenibilità, spesso pubblicizzati tramite volantini, pagine social o messaggi sponsorizzati. In realtà, molte di queste operazioni non hanno nulla a che fare con la tutela ambientale. I dispositivi raccolti vengono rivenduti illegalmente, ricondizionati senza controlli o, nei casi peggiori, usati per recuperare informazioni contenute nella memoria. L’idea del “riciclo facile” diventa così un gancio perfetto per attirare chi vuole liberarsi rapidamente dei vecchi dispositivi.
Le tecniche più usate dai truffatori
Finti centri di raccolta e promesse di sconti
Una strategia sempre più comune consiste nel creare finti punti di raccolta itineranti. Vengono pubblicizzati con nomi che richiamano enti locali o associazioni ambientaliste, ma non esiste alcuna autorizzazione. Viene promesso un buono spesa o un presunto contributo per la rottamazione, in realtà inesistente. Una volta consegnato il device, il contatto sparisce e il dispositivo viene immesso sul mercato parallelo.
Ritiri a domicilio e rischio per i dati personali
Alcuni raggiri avvengono direttamente a casa. Un operatore, qualificandosi come addetto al riciclo, propone il ritiro di vecchi smartphone “per ridurre i rifiuti elettronici”. In molti casi, però, il vero obiettivo è recuperare dispositivi che contengono dati sensibili, foto, accessi salvati o informazioni bancarie. Anche dopo un ripristino, con strumenti avanzati è possibile tentare il recupero dei file: un rischio evidente se il device finisce nelle mani sbagliate.
Come riconoscere un’iniziativa reale
Le campagne di riciclo autentiche hanno sempre un riferimento verificabile: un’azienda registrata, un ente pubblico o un partner ufficiale. Inoltre, forniscono documenti sul trattamento dei materiali e sulle certificazioni ambientali. È utile controllare se l’iniziativa è presente sui siti istituzionali dei comuni o nelle pagine dei consorzi che gestiscono i RAEE.
Un altro accorgimento fondamentale è cancellare i dati con procedure di azzeramento sicuro e, se possibile, rimuovere definitivamente gli account collegati ai dispositivi. Quando un’iniziativa gioca sulla fretta, promette premi irrealistici o non fornisce contatti verificabili, quasi sempre si tratta di un inganno.
La sostenibilità vera richiede trasparenza. Chi non la offre, spesso non ha nulla a che vedere con il riciclo.
