Samsung starebbe cercando di ottenere un prezzo più basso per i futuri Exynos 2600 destinati alla serie Galaxy S26. L’indiscrezione arriva dal quotidiano finanziario sudcoreano Chosun e descrive una situazione insolita ma tipica del colosso asiatico. Samsung MX, la divisione che produce gli smartphone, sta negoziando con System LSI, che invece sviluppa i chip, uno sconto tra 20 e 30 dollari per unità. Le due realtà operano sotto lo stesso marchio ma con bilanci separati e obiettivi economici propri.
Questa dinamica ha già influenzato diverse generazioni di smartphone, nelle quali Samsung ha alternato Exynos e Snapdragon seguendo strategie diverse. Un tempo la distinzione era geografica, con Exynos in Europa e Snapdragon in America e altre regioni. Negli ultimi anni si è scelto un approccio misto: modelli Ultra con Snapdragon ovunque e varianti standard con Exynos in molti mercati. La gestione delle linee ha però creato spesso confusione tra gli utenti, che si sono ritrovati con prodotti dalle prestazioni diverse.
Samsung punta su un chip promettente, ma la produzione resta un’incognita
Ora la partita si gioca interamente dentro Samsung. MX vuole mantenere i prezzi della gamma Galaxy S26 uguali alla generazione precedente, nonostante l’aumento generale dei costi. Per farlo servono componenti meno costosi, e il primo candidato è proprio il SoC Exynos 2600. Lo sconto richiesto aiuterebbe a equilibrare il budget senza ricorrere a un aumento dei listini.
L’Exynos 2600 ha attirato molta attenzione nelle scorse settimane. È il primo chip realizzato da Samsung Foundry su un nodo di classe 2 nm. Le indiscrezioni sostengono che, almeno sulla carta, possa competere direttamente con Snapdragon 8 Elite Gen 5 di Qualcomm. Alcune voci parlano addirittura di prestazioni superiori in più ambiti, grazie a un’efficienza migliorata.
Sembra però che il rendimento attuale delle linee sia ancora troppo basso per sostenere grandi volumi. Ciò significa più sprechi, costi più elevati e minori margini per System LSI. In un contesto simile è comprensibile che la divisione chip sia in dubbio ad abbassare il prezzo di vendita interno, in quanto un taglio eccessivo potrebbe comprometterne la redditività. Anche per questo la trattativa resta incerta. La sfida per Samsung è trovare un compromesso che garantisca listini stabili senza limitare l’innovazione.
