I consumi italiani riguardo l’energia elettrica di ottobre offrono un quadro in cui stabilità e dinamiche settoriali divergenti convivono. Secondo i dati forniti da Terna, il mese si chiude con un fabbisogno pari a 25,5 miliardi di kWh. Una variazione dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che assume rilievo se inserito in uno scenario caratterizzato da temperature medie più basse di due gradi e da un identico numero di giorni lavorativi. Sul piano territoriale emergono differenze misurate, ma significative. Il Nord mostra un incremento dello 0,6%, mentre il Centro si mantiene su una crescita più contenuta. In direzione opposta si muovono Sud e Isole, dove la domanda elettrica registra una lieve contrazione. Un andamento che porta il fabbisogno nazionale cumulato da gennaio a ottobre a un arretramento complessivo dell’1%. Valore che si riduce al -0,6% una volta considerati gli aggiustamenti.
Energia elettrica in Italia: ecco il recente andamento
La dinamica dei settori produttivi aggiunge ulteriori elementi di analisi. Le imprese ad alta intensità di consumo mostrano una reazione positiva. L’indice IMCEI cresce dell’1,9% su base annua grazie soprattutto ai comparti alimentare, meccanico, siderurgico e a quelli legati ai materiali da costruzione. A tale espansione si contrappongono le flessioni registrate in ambiti quali carta, chimica e metalli non ferrosi. Mentre il confronto con il mese precedente evidenzia una variazione negativa dello 0,8%. Nel settore dei servizi, l’indice IMSER aggiornato ad agosto 2025 prosegue invece una traiettoria discendente. Segnando un calo del 6,3% su base annua. Con eccezioni ristrette alle attività professionali, scientifiche e tecniche e ai comparti dell’informazione e comunicazione.
Riguardo la produzione, l’Italia copre l’84,7% della domanda attraverso gli impianti nazionali. Affidando al saldo con l’estero il restante 15,3%. Gli scambi transfrontalieri mostrano una riduzione sia nel confronto mensile sia nel cumulato annuo. Un andamento che colloca il dato di ottobre in un percorso di progressiva contrazione. La produzione nazionale netta, pari a 22 miliardi di kWh, evidenzia un contributo delle fonti rinnovabili pari al 39%. Ovvero in calo rispetto all’anno precedente a causa del marcato arretramento dell’idroelettrico. In crescita invece fotovoltaico, eolico, geotermico e produzione termica, con il solare che beneficia sia di nuova capacità installata sia di condizioni di irraggiamento più favorevoli.
In tale cornice, la capacità rinnovabile complessiva di solare ed eolico supera i 55 GW. Mentre i sistemi di accumulo mostrano un’espansione particolarmente accelerata. Segnalando un’evoluzione infrastrutturale che accompagna la trasformazione strutturale del sistema energetico italiano. Una tendenza che, al di là delle oscillazioni mensili della domanda, indica come il Paese stia progressivamente riorientando il proprio assetto elettrico verso un modello più flessibile, digitale e integrato.
