La lotta alla pirateria online in Spagna affronta una nuova fase con la chiusura di Photocall. Trattasi di uno dei siti più noti nel paese per la diffusione illegale di contenuti televisivi, eventi sportivi e film. L’operazione è stata condotta da ACE (Alliance for Creativity and Entertainment) in collaborazione con DAZN. Quest’ultima sta intensificando le iniziative contro la distribuzione non autorizzata delle proprie dirette sportive.
Cosa offriva Photocall
Photocall era una piattaforma molto popolare. Permetteva di accedere a canali TV, partite di calcio, eventi internazionali e contenuti premium senza alcun abbonamento e con estrema facilità. La semplicità d’uso e l’aggiornamento costante l’avevano resa un punto di riferimento per migliaia di utenti in Spagna e anche in altri Paesi.
Il sito non ospitava direttamente i contenuti, ma forniva collegamenti e liste aggiornate di siti per lo streaming illegale. Aggirava i sistemi di protezione dei broadcaster e rendeva di fatto disponibili eventi normalmente accessibili solo tramite abbonamento.
Come è avvenuta la chiusura
L’intervento è arrivato dopo un’indagine mirata, che ha permesso alle organizzazioni coinvolte di individuare i responsabili e ottenere la disattivazione del dominio. L’azione si inserisce in una più ampia strategia di contrasto alla pirateria di contenuti sportivi, considerata particolarmente dannosa a causa dei costi elevati dei diritti di trasmissione.
ACE, che riunisce i principali produttori e distributori globali di contenuti, e DAZN, detentrice di numerose licenze sportive, hanno messo in campo risorse investigative. Oltre a svariate tecniche per bloccare l’infrastruttura del sito e impedirne la riapertura sotto domini alternativi.
Impatto e conseguenze
La chiusura di Photocall rappresenta un duro colpo per la pirateria in Europa, ma non segna la fine del fenomeno. Come spesso accade, la produzione di nuovi siti clone e la migrazione verso piattaforme alternative sono la diretta conseguenza. La speranza degli operatori è che interventi continui e coordinati possano ridurre la diffusione di questi servizi, sensibilizzando al tempo stesso gli utenti sui rischi legati alla pirateria, tra malware, furti di dati e qualità scadente dello streaming.
