Quando si parla di tecnologia curiosa, quella che non ti cambia davvero la vita ma ti fa alzare un sopracciglio, SoundCam Go rientra perfettamente nella categoria. È uno di quei dispositivi che ti ritrovi a guardare un po’ perplesso e un po’ affascinato, chiedendoti chi abbia avuto l’idea – e soprattutto perché. Eppure, quando capisci come funziona, una certa magia ce l’ha davvero: colleghi la scatoletta allo smartphone e, all’improvviso, puoi “vedere i suoni”. Proprio così, come se qualcuno avesse deciso di trasformare ciò che normalmente resta invisibile in una serie di sfere colorate che galleggiano nell’inquadratura della fotocamera.
Microfoni MEMS e software: così SoundCam Go mappa ogni rumore
La cosa sorprendente è che questo effetto non nasce da un filtro grafico inventato per fare scena, ma dal lavoro di 72 microfoni MEMS disposti all’interno del dispositivo. Sono sensori minuscoli, digitali, capaci di captare onde sonore anche oltre quello che il nostro orecchio sarebbe in grado di percepire. Il software poi fa il resto: elabora tutto in tempo reale e “disegna” la provenienza dei suoni, come se fossero piccoli indicatori luminosi che si accendono e si spengono nell’immagine.
SoundCam Go permette di scegliere tra due modalità. Una ti mostra tutto, anche il bisbiglio più insignificante; l’altra seleziona solo ciò che è davvero forte. È leggera – appena 92 grammi – resiste all’acqua e consuma così poco da riuscire a funzionare per un paio d’ore attaccata a uno smartphone comune. Il prezzo, invece, non ha nulla di leggero: su Kickstarter si ottiene con una donazione di 749 euro, una cifra che lascia intuire che non si tratta esattamente di un prodotto destinato al grande pubblico.
Dalla Germania a Kickstarter, la tecnologia che rende visibile il suono
E qui arriva la domanda inevitabile: ma a cosa serve, davvero? La risposta, se si vuole essere sinceri, è “quasi a niente”. È un oggetto che vive soprattutto dell’ingegneria che lo ha creato, di quel fascino che hanno le idee eccentriche. Qualche applicazione pratica comunque esiste: cercare animali nascosti, localizzare insetti fastidiosi, aiutare chi ha difficoltà uditive a interpretare ciò che succede intorno. L’idea di “vedere il suono” potrebbe avere un potenziale accessibile molto più grande in un altro formato, magari come parte di un paio di occhiali intelligenti.
La storia dietro lo sviluppo rende il tutto ancora più interessante. La società tedesca CAE Software & Systems lavora a questo progetto dal 2018. La prima versione era un dispositivo enorme, simile alle telecamere acustiche professionali che si usano in campo industriale. Poi, dopo anni di ricerca e miniaturizzazione, eccola diventare compatta, collegabile allo smartphone e capace di rilevare frequenze fino a 100 kHz, quando l’orecchio umano si ferma a 20. E se serve, può anche individuare un drone a metri di distanza, restituendo il rumore come una sfera che pulsa dentro lo schermo.
È una di quelle invenzioni che forse non cambieranno il mondo, ma rendono la tecnologia un po’ più poetica e visiva, trasformando ciò che di solito si ascolta in qualcosa che finalmente si può anche guardare.
