La Wikimedia Foundation, organizzazione non profit che gestisce Wikipedia, ha lanciato un messaggio diretto e inequivocabile alle aziende che operano nel settore dell’intelligenza artificiale: l’epoca del prelievo gratuito dei dati è finita. In un post pubblicato sul blog ufficiale, la fondazione ha invitato colossi come OpenAI, Anthropic, Meta e Perplexity a utilizzare le API Enterprise, il sistema a pagamento che consente di accedere ai contenuti di Wikipedia in modo controllato, sicuro e sostenibile.
La richiesta nasce da un’esigenza concreta: proteggere la missione non commerciale del progetto e garantire che l’uso del suo immenso patrimonio informativo avvenga in modo equo e trasparente. Dietro Wikipedia si trova una comunità globale di volontari che aggiorna e modera milioni di voci in oltre 300 lingue. È questo lavoro quotidiano a rendere l’enciclopedia una delle fonti più affidabili e utilizzate al mondo — e, di conseguenza, una delle più preziose per l’addestramento dei modelli AI.
Un modello economico per la sostenibilità del progetto
Mantenere una piattaforma di queste dimensioni, però, comporta costi elevati. Tra il 2023 e il 2024, le spese complessive di Wikipedia hanno raggiunto i 179 milioni di dollari, finanziati quasi interamente da donazioni, poiché il sito non ospita pubblicità. L’ascesa dei chatbot come ChatGPT o Gemini ha ridotto il traffico diretto verso Wikipedia, poiché sempre più utenti ottengono informazioni tramite questi strumenti senza visitare il sito originale. Questo calo non incide solo sulla visibilità, ma anche sulla capacità di raccogliere fondi, minacciando la sostenibilità economica a lungo termine.
La Enterprise API nasce proprio per riequilibrare la situazione: consente alle aziende di accedere legalmente ai contenuti, riducendo il carico sui server e contribuendo finanziariamente al progetto. In altre parole, chi trae vantaggio dai dati di Wikipedia è chiamato a partecipare al suo mantenimento.
Il messaggio di Wikimedia si inserisce in una tendenza ormai globale: editori e piattaforme di informazione chiedono alle aziende AI di riconoscere il valore dei contenuti utilizzati. Se testate come il New York Times hanno scelto la via legale, altre — tra cui Associated Press e Reuters — hanno preferito siglare accordi commerciali. Wikipedia, invece, vuole restare libera e accessibile, ma chiede responsabilità economica a chi usa il suo sapere per costruire il futuro dell’intelligenza artificiale.
