Con il lancio di OnePlus 15 previsto per il 13 novembre, l’attenzione è già proiettata verso ciò che verrà dopo. Le ultime indiscrezioni, riportate da OnePlus Club, suggeriscono che l’azienda stia lavorando a un nuovo obiettivo per i propri flagship: migliorare ulteriormente la qualità dei display, spingendo la frequenza di aggiornamento fino a 240Hz. Si tratterebbe di un’evoluzione significativa rispetto agli attuali 165Hz offerti dal modello in arrivo, già tra i più fluidi della categoria.
La scelta di puntare su un refresh rate così elevato risponde alla volontà di trovare un equilibrio ideale tra risoluzione elevata e reattività visiva, due aspetti che spesso entrano in conflitto nelle fasi di sviluppo dei pannelli. Sul OnePlus 15, per esempio, l’azienda ha optato per una risoluzione da 1,5K per raggiungere i 165Hz, rinunciando alla precedente 2K a 120Hz del modello precedente.
Verso un nuovo standard per il gaming e l’esperienza visiva
Non è ancora chiaro quale sarà il primo smartphone a introdurre il display da 240Hz: le ipotesi più probabili riguardano OnePlus 16 o, nel caso in cui lo sviluppo richieda più tempo, OnePlus 17. In ogni caso, l’intento è quello di offrire un’esperienza visiva senza precedenti, soprattutto in ambito videoludico, dove la reattività dello schermo gioca un ruolo cruciale.
L’esperienza maturata con OnePlus 15 rappresenta una base importante. Il supporto ai 165Hz è stato infatti già sfruttato da titoli come Call of Duty Mobile, dimostrando che la collaborazione con gli sviluppatori di videogiochi è parte integrante della strategia del marchio.
Resta da capire se il passaggio ai 240Hz comporterà compromessi sull’autonomia o sulla resa grafica. Un refresh rate più alto, infatti, implica un maggior consumo energetico e richiede componenti ottimizzati. Per quanto riguarda l’utente finale, il beneficio sarà percepibile soprattutto nei contesti più dinamici, come il gaming competitivo o la navigazione ad alta velocità.
L’obiettivo di OnePlus sembra chiaro: spingersi oltre i limiti attuali, portando i display dei suoi smartphone su un livello che, fino a poco tempo fa, sembrava riservato al mondo dei monitor professionali.
