
Nothing
A volte basta poco per incrinare la fiducia di una community, e Nothing — che ha sempre costruito la propria immagine su trasparenza, minimalismo e libertà d’uso — lo ha imparato a sue spese con il recente Nothing Phone (3a) Lite. Il nuovo modello, pensato per la fascia economica, ha suscitato reazioni accese fin dal lancio per la presenza di applicazioni preinstallate, un elemento che contraddice la filosofia “clean OS” che da sempre distingue il brand. Ora, dopo il malcontento espresso da centinaia di utenti su forum e social, l’azienda ha annunciato una retromarcia significativa: presto sarà possibile rimuovere completamente tutti i servizi Meta preinstallati sul dispositivo.
Tutto nasce dal Nothing Phone (3a) Lite
Il modello “Lite” della serie Nothing Phone è stato il primo smartphone del marchio a includere TikTok, Instagram e Facebook già installati di fabbrica, insieme ai pacchetti di sistema Meta App Installer, Meta App Manager e Meta Services. Secondo Nothing, questa scelta nasce da motivi economici: ridurre i costi di produzione e garantire stabilità alle app più usate, migliorandone prestazioni e consumi.In effetti, l’azienda aveva sottolineato alcuni vantaggi tecnici:
- avvio delle app più rapido, fino a 100 ms più veloce;
- gestione più efficiente della RAM in background;
- accesso immediato alla fotocamera senza ritardi;
- minore consumo energetico nelle sessioni lunghe.
Ma la community non l’ha presa bene. Per molti utenti, Nothing stava tradendo il principio di un sistema operativo pulito e privo di software superfluo, lo stesso che aveva reso Nothing OS una delle interfacce più apprezzate del panorama Android. Le tre app principali (TikTok, Instagram e Facebook) sono già disinstallabili, mentre i pacchetti di supporto Meta potranno essere rimossi integralmente con il prossimo aggiornamento software di Nothing OS 4.0.
La questione del bloatware non è isolata. Negli ultimi mesi Nothing ha introdotto alcune novità discusse, come Lock Glimpse, una funzione che mostra contenuti e aggiornamenti sulla schermata di blocco, talvolta percepiti come pubblicità mascherate. L’azienda ha spiegato che queste soluzioni nascono dall’esigenza di trovare nuove fonti di ricavo, senza però compromettere l’esperienza utente.
