Kim Kardashian ha lanciato un avvertimento diretto. La star americana, che da anni coltiva il sogno di diventare legale, ha raccontato a Vanity Fair la sua esperienza fallimentare con il chatbot di OpenAI. Convinta di poterne trarre un aiuto concreto per affrontare il test, si è ritrovata invece con una serie di risposte errate e spiegazioni fuorvianti.
L’influencer ha spiegato come l’intelligenza artificiale, pur apparendo competente e sicura di sé, tenda spesso a fornire informazioni inventate o imprecise, le cosiddette “allucinazioni” dei modelli linguistici. In uno degli episodi più curiosi, l’AI le avrebbe risposto a tono dopo un errore evidente, esortando la donna a fidarsi di più del suo istinto. Un’ironia che non ha però divertito Kardashian, determinata a mettere in guardia chi pensa di poter sostituire lo studio e la competenza con l’ AI.
ChatGPT, istruttivo ma non infallibile
Il suo racconto fa parte di un dibattito sempre più acceso sull’uso dell’AI nei contesti professionali. Negli ultimi anni, diversi episodi hanno mostrato i limiti di questi strumenti. Dai consulenti di Deloitte Australia che hanno dovuto risarcire il governo per errori prodotti dall’AI di Microsoft, fino ai due avvocati statunitensi multati per aver citato precedenti legali inventati proprio da ChatGPT.
Dietro l’episodio, c’è anche la motivazione personale di Kim Kardashian. La modella e imprenditrice vuole seguire le orme del padre, Robert Kardashian, celebre per aver difeso O.J. Simpson nel processo del secolo. Dopo quattro tentativi, è finalmente riuscita a superare il First-Year Law Students’ Examination, ma non grazie all’AI.
La sua esperienza ricorda a tutti che, nonostante le potenzialità straordinarie, ChatGPT resta uno strumento fallibile. È utile per riassumere testi o chiarire concetti, ma non può sostituire lo studio rigoroso e la verifica delle fonti. Insomma, la fiducia cieca nella tecnologia, specie in ambiti complessi come il diritto o la medicina, rischia di trasformarsi in un boomerang. Di conseguenza, se persino una delle donne più influenti del pianeta ammette di essere stata ingannata da ChatGPT, forse è il caso di ricordare che anche l’intelligenza artificiale ha bisogno di… essere esaminata.
