Dopo DAZN, anche la Lega Serie A si prepara ad avviare azioni di risarcimento civile nei confronti di chi ha visto le partite in modo illecito attraverso siti pirata o dispositivi “pezzotto”. L’iniziativa segue le recenti indagini condotte dalla procura di Lecce e dalla Guardia di Finanza, che hanno individuato circa 2.000 persone colpevoli di aver violato la legge anti-pezzotto, già sanzionate con multe comprese tra 154 e 5.000 euro, oltre ai 500 euro richiesti da DAZN a titolo di risarcimento.
La Lega Serie A, però, ha chiarito che le proprie richieste saranno più elevate rispetto a quelle avanzate dalla piattaforma di streaming, anche se non ha ancora reso nota la cifra precisa. Secondo quanto dichiarato dal presidente Ezio Maria Simonelli, l’obiettivo non è soltanto economico ma anche dissuasivo, volto a colpire duramente chi danneggia il sistema calcio e le società che ne sostengono i costi.
Come vengono individuati i responsabili
Le identificazioni sono state rese possibili grazie a Piracy Shield, il sistema di monitoraggio adottato a livello nazionale per tracciare gli indirizzi IP degli utenti che accedono a flussi illegali. I dati vengono poi trasmessi alle autorità competenti e, tramite i provider di rete, collegati alle identità reali degli utenti. È da queste liste che DAZN e ora la Lega Serie A attingeranno per avviare le loro richieste di risarcimento.
Resta incerta la posizione di chi utilizza VPN, strumenti che mascherano l’indirizzo IP e promettono anonimato grazie a politiche di zero logging e server su RAM drive. Di certo si tratta di una parte di utenza difficilmente rintracciabile ma non è detto che non possa avvenire un’identificazione.
La volontà è quella di andare a colpire tutti coloro che guardano partite in maniera illegale danneggiando un sistema basato su continui introiti che servono a garantire un servizio impeccabile e di alto livello. Ci saranno comunque aggiornamenti in merito alla questione.
