Tutti noi conosciamo la nota applicazione per la gestione della salute e del fitness Samsung health, quest’ultima infatti avvalendosi dei sensori biometrici dello smartphone e di eventuali dispositivi come smartwatch o smart ring, consente di raccogliere dati sulla nostra salute in tempo reale praticamente tutti i giorni in modo da creare un piccolo database che descrive l’andamento del nostro stato di salute, almeno su alcuni parametri.
Molto presto potremmo assistere ad un uso pratico e utile di questi dati, grazie alla collaborazione di Samsung con HealthTap, tutto ciò potrebbe permettere agli utenti di richiedere e ottenere visite mediche online da parte dei dottori affiliati al gruppo, con l’obiettivo finale di riuscire a mettere a disposizione dei medici, almeno parte dei dati raccolti.
La collaborazione
L’accordo tra le due aziende annunciato a settembre e ora ufficialmente vincolante riguarderà i soli utenti americani, all’incirca 7 milioni, che potranno utilizzare Samsung Health per accedere alla piattaforma HealthTap, questa società, nata nel 2010 presso Sunnyvale in California, e specializzata da sempre in tale medicina dal momento che fornisce piattaforme per richiedere appuntamenti da svolgere poi in chat, in chiamata o video chiamata.
Grazie all’accordo, appena siglato con Samsung, tutti gli utenti che sfruttano già la piattaforma agitata precedentemente potranno farlo direttamente dall’applicazione Samsung Health, il che rappresenta un passo in avanti fondamentale poiché l’applicazione di Samsung rappresenta una piccola banca dati che descrive l’andamento della salute dell’utente nel corso del tempo, ciò sicuramente può tornare molto utile da un punto di vista medico in sede di diagnosi, fino a questo momento però questi dati sono sempre stati sigillati all’interno della piattaforma per questioni di privacy, questo accordo per la prima volta sancisce un possibile uso pratico che va a tutelare la salute del paziente.
Non sappiamo se questo cambiamento arriverà anche in Europa in qualche modo per varie ragioni, prima fra tutte la questione privacy che vede l’Europa utilizzare norme molto più stringenti rispetto a quelle americane.
