
Android 16
Google non ha mai nascosto il suo obiettivo: rendere Android una piattaforma capace di competere anche nel mondo dei tablet e dei PC ibridi. Negli ultimi anni, il sistema operativo ha compiuto passi avanti importanti, soprattutto con Android 13L e 14, ma il multitasking resta il suo tallone d’Achille. Ora, però, sembra che il colosso di Mountain View stia preparando un’evoluzione significativa. Secondo quanto scoperto nel codice della versione 2510 di Android Canary, Google starebbe lavorando a una nuova modalità di gestione delle finestre, basata su “app a bolla” — un’idea che promette di rivoluzionare il modo in cui si usano più applicazioni contemporaneamente su tablet e dispositivi con schermi ampi.
L’idea: trasformare le app in bolle fluttuanti
Il concetto è tanto semplice quanto ambizioso: permettere all’utente di avviare qualsiasi app Android in una finestra mobile, ridimensionabile e spostabile liberamente sullo schermo. Una funzione simile esiste già in forma limitata con le “Chat Heads” di Messenger o con alcune funzioni di Android Auto, ma qui l’approccio sarebbe universale. Ogni app, da YouTube a Gmail, potrebbe essere “trasformata in una bolla” e mantenuta attiva mentre se ne usano altre, creando un’esperienza più vicina a quella di un desktop tradizionale. In pratica, sarebbe possibile lavorare su due, tre o più app contemporaneamente, anche sui tablet più compatti, trascinando semplicemente l’icona dell’app nella parte inferiore dello schermo per farla “galleggiare” sopra le altre.
I dettagli nascosti nel codice
A confermare l’esistenza del progetto è stato lo sviluppatore AssembleDebug, che analizzando il codice di Android Canary ha scoperto diverse stringhe di sistema dedicate al tutorial che spiegherà la nuova funzione. Tra queste compare l’istruzione: “Drag to the bottom corners to make it float” che descrive il gesto con cui l’utente potrà creare una bolla fluttuante trascinando un’app negli angoli inferiori del display. Un’altra stringa cita un’animazione educativa che mostrerà visivamente come sfruttare la nuova opzione.
L’inclusione di un tutorial ufficiale è un segnale chiaro: la funzione non è più un esperimento interno, ma una feature reale in fase di test attivo, potenzialmente destinata a una versione stabile del sistema operativo, forse già con Android 16 QPR3.
