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Server subacquei e pale eoliche: la svolta green dei data center

A Shanghai nasce un data center sottomarino alimentato da vento e raffreddato dal mare, efficiente e quasi completamente green.

scritto da Margherita Zichella 02/11/2025 0 commenti 2 Minuti lettura
A Shanghai nasce un data center sottomarino alimentato da vento e raffreddato dal mare, efficiente e quasi completamente green.
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Sotto le acque agitate al largo di Shanghai si nasconde un segreto tecnologico che potrebbe riscrivere il futuro di internet. Dimenticate per un attimo i soliti enormi capannoni industriali pieni di ventilatori rumorosi e condizionatori che urlano. Quello che sta prendendo forma qui, nella Lin-gang Special Area, è qualcosa di audace, di completamente nuovo: un data center sottomarino, alimentato interamente dalla forza del vento.

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Shanghai apre un data center sottomarino alimentato da vento e mare

Non stiamo parlando di una trovata da film di fantascienza, bensì di un progetto reale, concretizzato in Cina, che sfrutta due elementi semplici ma potentissimi: energia eolica e l’acqua fredda del mare. L’idea di fondo, sviluppata da Shanghai Hailanyun Technology in collaborazione con vari partner di peso, è geniale nella sua semplicità: perché sprecare tonnellate di elettricità per raffreddare server sulla terraferma, quando possiamo usare l’oceano per fare il lavoro?

Vedetela così: i data center sono i cervelli della nostra era digitale. Fanno girare l’intelligenza artificiale, alimentano il cloud, rendono possibile ogni singola interazione online. E sono, diciamocelo, assolutamente assetati di energia, specialmente per il raffreddamento. È un problema globale che costa miliardi e produce una quantità di emissioni che non possiamo più ignorare.

Ecco dove entra in gioco l’innovazione di Shanghai. Con un investimento non indifferente, circa 226 milioni di dollari, hanno calato in mare delle strutture sigillate che contengono ben 198 rack di server. E il vero colpo di genio è nel sistema di climatizzazione: all’interno di queste capsule i sistemi di raffreddamento non sono i soliti, ingombranti e dispendiosi condizionatori industriali. No, qui è l’acqua marina stessa a circolare, a contatto diretto con il calore prodotto dai processori. Il mare, in pratica, fa il lavoro pesante gratuitamente. I risultati ottenuti sono sbalorditivi. Il consumo energetico complessivo? Scende di quasi un quarto rispetto a un qualsiasi centro dati tradizionale che si trovi sulla terraferma. È un risparmio enorme, che cambia le regole del gioco.

Ma la cosa non si ferma all’efficienza. Questo non è solo un progetto efficiente, è anche quasi interamente green. L’energia necessaria per far funzionare tutto questo cervello subacqueo, con la sua potenza installata di 24 megawatt, arriva per il 97% dalle pale eoliche offshore che sferzano la zona. In pratica, è un centro dati alimentato dal vento e raffreddato dal mare. Grazie a questa combinazione virtuosa, l’indice di efficienza energetica, quello che gli addetti ai lavori chiamano PUE (Power Usage Effectiveness), è sceso sotto 1,15. Per capirci: è un valore incredibilmente basso, che lo piazza tra i sistemi più efficienti mai costruiti al mondo.

C’è un triplice vantaggio che è cruciale, specialmente per una metropoli densa come Shanghai. Oltre al risparmio energetico e alle zero emissioni operative, si ha un impatto minimo sul territorio. Il centro sottomarino riduce l’uso del suolo del 90% – terra preziosissima risparmiata – e non consuma neanche una goccia di acqua dolce per il raffreddamento, un fattore fondamentale in una città che deve ottimizzare ogni risorsa idrica.

 

Il data center sottomarino che rivoluziona il cloud

La Cina, d’altronde, ha obiettivi digitali colossali, quindi progetti come questo non sono solo esperimenti cool, ma necessità strategiche. Entro il 2025, l’ambizione è di toccare una potenza di calcolo di 200 exaFLOPS, un numero che fa quasi girare la testa: un quintilione di operazioni al secondo! Il data center sottomarino è un tassello cruciale per sostenere una crescita tecnologica di questa portata, senza far collassare la rete elettrica o l’ambiente.

Ovviamente, la tecnologia è ancora giovane. Gli specialisti ci ricordano che le sfide non mancano, dai costi iniziali elevati alla complessità della manutenzione in ambiente sottomarino. Non è ancora pronto per la diffusione su larga scala domani mattina. Tuttavia, l’esperimento di Shanghai ci regala una visione potente del futuro: forse i data center non saranno più mostri che divorano energia sulla terraferma, ma strutture silenziose, quasi invisibili, che sfruttano in armonia le forze naturali degli abissi, alimentate dal vento e coccolate dal mare. E il nostro mondo digitale sarà inevitabilmente più pulito e sostenibile.

centercinadataenergiaSottomarinoverde
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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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