A molti potrebbe sembrare assurdo, mentre in tanti possono confermare: stando ad uno studio, ChatGPT sarebbe molto più accurato nelle risposte verso coloro che trattano il chatbot in maniera scortese. Essere gentili quindi non porterebbe a risultati migliori, almeno secondo quanto viene a galla in queste ore. Le analisi condotte sulle varie tipologie di prompt, hanno fatto capire che una richiesta tutt’altro che gentile e neutrale, può condurre ad una risposta molto più pertinente da parte di ChatGPT.
L’esperimento ha coinvolto 50 domande a scelta multipla su argomenti generali come matematica, scienze e storia, sottoposte a ChatGPT-4o, una versione precedente del modello. Ogni domanda è stata formulata in cinque varianti diverse: molto cortese, cortese, neutrale, scortese e molto scortese, generando un totale di 250 prompt.
I risultati mostrano una tendenza chiara:
tono molto cortese → accuratezza 80,8%;
tono cortese → 81,4%;
tono neutrale → 82,2%;
tono scortese → 82,8%;
tono molto scortese → 84,8%.
In pratica, le risposte formulate con tono più rude sono risultate mediamente più precise, con una differenza di circa 4 punti percentuali rispetto ai messaggi più garbati.
Possibili spiegazioni e limiti dello studio
Gli autori invitano comunque alla cautela. Il campione è ridotto — solo 250 input — e i test riguardano una singola versione del modello, non l’attuale GPT-5, che potrebbe comportarsi diversamente. Resta però evidente una correlazione tra tono diretto e performance, probabilmente dovuta alla struttura con cui il modello interpreta le richieste: frasi concise e prive di elementi superflui potrebbero favorire una comprensione più chiara.
I ricercatori precisano che, nonostante l’apparente vantaggio, non è consigliabile utilizzare linguaggi offensivi o tossici. Le IA, infatti, apprendono dai comportamenti umani e l’uso costante di toni aggressivi rischia di normalizzare forme di comunicazione dannose.
Secondo il team, il miglior approccio resta quello essenziale e neutrale: richieste brevi, prive di cortesia eccessiva o di insulti. Una scelta che garantisce equilibrio tra accuratezza, efficienza energetica e rispetto del modello di interazione più sano.
