
Xiaomi 17 Pro
Tra i nuovi protagonisti della fascia alta Android, Xiaomi 17 Pro si distingue per una qualità costruttiva sorprendente, al punto da potersi confrontare senza timori con l’iPhone 17 Pro. Presentato in Cina insieme al più grande Xiaomi 17 Pro Max e al più economico Xiaomi 17, il modello intermedio rappresenta il punto d’incontro ideale tra potenza, design e durabilità. Mentre il debutto internazionale è atteso per l’inizio del 2026, il dispositivo ha già iniziato a far parlare di sé grazie al celebre test di resistenza di JerryRigEverything, che ne ha messo in evidenza la robustezza e la cura progettuale.
Un design ispirato ma non derivativo
È inutile negarlo: il design della serie Xiaomi 17 richiama volutamente quello della linea iPhone 17, e la scelta non è passata inosservata. Tuttavia, il risultato non è una copia, ma un adattamento ben riuscito — una reinterpretazione in chiave più tecnica e “funzionale”.
La presenza del display secondario posteriore, ad esempio, è un elemento distintivo che non ha equivalenti diretti nel mondo Apple. Posizionato accanto al modulo fotografico, questo piccolo schermo permette di scattare selfie con le fotocamere posteriori, visualizzare notifiche o controllare funzioni rapide, aggiungendo un tocco di originalità al design.
La struttura è monolitica e solidissima, con una cornice in alluminio e una finitura posteriore lucida che restituisce un’impressione premium. Tuttavia, secondo il teardown, la back cover non è in vetro ma in plastica di alta qualità, una scelta che migliora la resistenza agli urti e semplifica le riparazioni, senza compromettere l’estetica.
I risultati del test di resistenza
Il Dragon Crystal Glass impiegato da Xiaomi per proteggere il display principale non raggiunge la durezza del Ceramic Shield 2 di Apple, ma supera gran parte delle alternative Android per resistenza ai graffi e alle deformazioni. Durante il test di JerryRigEverything, il pannello si è dimostrato immune a danni superficiali fino al livello 7 della scala di Mohs e ha resistito senza distorsioni anche alla prova della fiamma diretta.
La scocca centrale non mostra segni di cedimento neppure durante le prove di flessione: lo smartphone non scricchiola e non si piega, un risultato tutt’altro che scontato in un dispositivo con un display curvo e un secondo schermo sul retro.
Un piccolo appunto arriva dal teardown: la rimozione della cover posteriore comporta il distacco accidentale di una delle viti d’assemblaggio, segno che il processo produttivo potrebbe richiedere una tolleranza più precisa, anche se nel complesso la struttura interna risulta ordinata e ben organizzata.
