
Google Pixel 10
A poco più di due mesi dal debutto, la gamma Google Pixel 10 continua a far discutere per le prestazioni grafiche non all’altezza delle aspettative. Il nuovo Tensor G5, primo chip completamente realizzato da TSMC dopo l’abbandono della collaborazione con Samsung, ha portato con sé una GPU PowerVR DXT-48-1536 di Imagination Technologies.
Sulla carta una soluzione di fascia alta, ma nella pratica non ancora ottimizzata come dovrebbe.
Dopo settimane di segnalazioni da parte della community, Google ha finalmente promesso un aggiornamento ai driver GPU, confermando che l’intervento è in lavorazione e arriverà “nei prossimi update mensili e trimestrali”.
Prestazioni sotto tono e driver obsoleti
Fin dalla presentazione, il Tensor G5 ha attirato l’attenzione per la scelta di passare da un’architettura ARM Mali alla nuova PowerVR di Imagination, con l’obiettivo di ottenere un incremento di potenza e una migliore efficienza termica. Tuttavia, i test reali raccontano una storia diversa: prestazioni altalenanti, throttling aggressivo e compatibilità imperfetta con alcuni titoli di punta — tra cui Genshin Impact, che mette letteralmente in crisi i Pixel del decennale.
Secondo i report tecnici, il problema non risiederebbe tanto nel chip quanto nei driver GPU datati (versione 24.3), che non includono le ottimizzazioni più recenti rilasciate da Imagination.
A metà agosto, infatti, la società britannica ha pubblicato la versione 25.1 dei driver, con piena compatibilità a Android 16, API Vulkan 1.4, miglior supporto a OpenCL e un rendering più efficiente nei giochi 3D.
Quando arriverà l’aggiornamento
La roadmap più plausibile punta a marzo 2026, in coincidenza con il rilascio di Android 16 QPR3, il prossimo aggiornamento trimestrale.
Google tende infatti a distribuire i driver aggiornati in occasione dei major update o delle Quarterly Platform Releases (QPR). Se la tempistica sarà rispettata, la Beta 1 di Android 16 QPR3, prevista per novembre 2025, dovrebbe già includere i nuovi driver, offrendo così un’anteprima ai tester del programma Android Beta.
Resta da capire se Google deciderà di adottare pienamente il pacchetto di Imagination o se preferirà intervenire su un ramo di sviluppo interno.
Il rischio, come spesso accade, è che l’azienda scelga una via conservativa, limitandosi a ottimizzazioni parziali per garantire la massima stabilità del sistema.
