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Gboard, Google introduce un’opzione curiosa: scompaiono i tasti per virgola e punto

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Gboard Google Tastiera

Google ha scelto di intervenire di nuovo sulla sua tastiera Gboard. Gli utenti Android hanno notato una modifica opzionale al layout, che permette quindi di rimuovere i tasti dedicati a virgola e punto dalla riga inferiore. L’opzione è personalizzabile: ognuno può scegliere di nascondere uno solo dei due simboli o entrambi.

La novità, pur non essendo impostata come predefinita, sta già comparendo a molti utenti, segno che l’attivazione avviene probabilmente lato server. Per verificarne la disponibilità basta aprire le Impostazioni di Gboard, accedere alla sezione Preferenze e scorrere fino alle nuove voci.

Una barra spaziatrice più lunga, ma meno pratica

Google ha scelto di intervenire di nuovo sulla sua tastiera Gboard. Gli utenti Android hanno notato una modifica opzionale al layout, che permette quindi di rimuovere i tasti dedicati a virgola e punto dalla riga inferiore. L’opzione è personalizzabile: ognuno può scegliere di nascondere uno solo dei due simboli o entrambi. La novità, pur non essendo impostata come predefinita, sta già comparendo a molti utenti, segno che l’attivazione avviene probabilmente lato server. Per verificarne la disponibilità basta aprire le Impostazioni di Gboard, accedere alla sezione Preferenze e scorrere fino alle nuove voci. Una barra spaziatrice più lunga, ma meno pratica Con la rimozione dei due tasti, la barra spaziatrice diventa sensibilmente più lunga. L’unico vantaggio concreto è la possibilità di inserire un punto premendo due volte la barra, una scorciatoia già nota a molti utenti. Per la virgola, invece, non è prevista alcuna alternativa diretta: per utilizzarla sarà necessario aprire il layout secondario dei simboli, tramite il tasto ?123 posto nell’angolo in basso a destra. La scelta di Google è curiosa anche perché è possibile mantenere attivo il tasto Emoji pur nascondendo la virgola. In pratica, lo spazio sulla tastiera resta identico, ma l’azienda sembra voler privilegiare l’accesso alle faccine a scapito di un segno di punteggiatura fondamentale in molte lingue. Le possibili motivazioni dietro la decisione Non è ancora chiaro quale sia il motivo alla base di questa modifica. Google specifica soltanto che i tasti per punto e virgola vengono mostrati solo nelle lingue che li prevedono, lasciando intendere che si tratta di un tentativo di adattare la tastiera a contesti linguistici diversi. Tuttavia, la scelta di rendere opzionale la rimozione di simboli così essenziali ha sollevato perplessità tra gli utenti, che faticano a comprendere l’utilità di un cambiamento che riduce la rapidità nella digitazione. Il test resta comunque in corso e potrebbe essere una sperimentazione limitata. Resta da capire se Google intenda ampliare la distribuzione o, viste le reazioni contrastanti, tornare sui propri passi.

Con la rimozione dei due tasti, la barra spaziatrice diventa sensibilmente più lunga. L’unico vantaggio concreto è la possibilità di inserire un punto premendo due volte la barra, una scorciatoia già nota a molti utenti. Per la virgola, invece, non è prevista alcuna alternativa diretta: per utilizzarla sarà necessario aprire il layout secondario dei simboli, tramite il tasto ?123 posto nell’angolo in basso a destra.

La scelta di Google è curiosa anche perché è possibile mantenere attivo il tasto Emoji pur nascondendo la virgola. In pratica, lo spazio sulla tastiera resta identico, ma l’azienda sembra voler privilegiare l’accesso alle faccine a scapito di un segno di punteggiatura fondamentale in molte lingue.

Le possibili motivazioni dietro la decisione

Non è ancora chiaro quale sia il motivo alla base di questa modifica. Google specifica soltanto che i tasti per punto e virgola vengono mostrati solo nelle lingue che li prevedono, lasciando intendere che si tratta di un tentativo di adattare la tastiera a contesti linguistici diversi. Tuttavia, la scelta di rendere opzionale la rimozione di simboli così essenziali ha sollevato perplessità tra gli utenti, che faticano a comprendere l’utilità di un cambiamento che riduce la rapidità nella digitazione.

Il test resta comunque in corso e potrebbe essere una sperimentazione limitata. Resta da capire se Google intenda ampliare la distribuzione o, viste le reazioni contrastanti, tornare sui propri passi.

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