Contro la dipendenza digitale, c’è chi scommette sulla fatica fisica. La startup Matter Neuroscience, con sede negli Stati Uniti, ha lanciato su Kickstarter una campagna per finanziare un accessorio decisamente fuori dal comune. Stiamo parlando di un case in acciaio da quasi tre chilogrammi. Che è pensato per rendere lo smartphone così ingombrante e pesante da scoraggiarne l’uso compulsivo. L’idea è apparentemente nata per scherzo. Ma ha subito suscitato curiosità.
Il dispositivo, compatibile con gli iPhone dal modello 13 al 17, è lavorato in acciaio massiccio e richiede l’uso di una chiave a brugola per l’installazione. Nonostante la struttura imponente, permette di accedere a tutte le funzioni del telefono. Cioè tasti, fotocamere e app restano utilizzabili, ma con un livello di scomodità tale da far desistere chiunque dall’usarlo troppo spesso. “L’obiettivo – spiega il team – è restituire consapevolezza, farci chiedere se ogni gesto sullo schermo sia davvero necessario.”
Un progetto ironico, ma con un fondo di verità. La maggior parte delle persone ha la dipendenza digitale
Il prezzo non è certo popolare. Oltre 200 dollari per un accessorio che non genera profitti. Matter Neuroscience ha infatti pubblicato il dettaglio dei costi, dimostrando che ogni centesimo è destinato alla produzione, ai dazi di importazione e alle commissioni di crowdfunding. Realizzato all’estero, il case è soggetto ai dazi imposti da Trump, che ne fanno lievitare il prezzo. Nonostante ciò, la campagna ha già raccolto 14.000 dollari dei 75.000 necessari, con altri 50 giorni per raggiungere l’obiettivo.
L’iniziativa, seppur estrema, tocca un tema serio. La dipendenza digitale. Gli strumenti software introdotti da Apple, Google e altri produttori per limitare l’uso degli smartphone si sono rivelati facilmente aggirabili. Il case di Matter Neuroscience propone invece un approccio radicale e tangibile, che trasforma l’autodisciplina in sforzo fisico. Forse non sarà la soluzione definitiva, ma è un segnale interessante. La tecnologia può anche insegnarci a usarne meno.
