Nel panorama audiovisivo contemporaneo, il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa si fa sempre più acceso. Tra le aziende che hanno scelto di adottarla, Netflix emerge come uno dei casi più osservati. Una parte dell’industria resta diffidente di fronte a una tecnologia che molti considerano una minaccia per la creatività. Mentre la piattaforma di streaming statunitense ha optato per un approccio dichiaratamente pragmatico. Ovvero utilizzare l’AI come strumento di supporto ai processi produttivi, non come sostituto del lavoro artistico. Gli esperimenti di Netflix sono già realtà. La serie argentina The Eternaut ha utilizzato algoritmi generativi per riprodurre il crollo di un edificio. Mentre nel sequel Happy Gilmore 2 l’AI è stata impiegata per il ringiovanimento digitale degli attori in una scena d’apertura. In Billionaires’ Bunker, invece, la tecnologia ha avuto un ruolo nella pre-produzione, simulando scenografie e costumi prima delle riprese.
Netflix pronta a sfruttare l’AI: ecco i dettagli
La posizione della piattaforma di streaming contrasta con le preoccupazioni espresse da parte dell’industria. Il sindacato SAG-AFTRA e l’attore Bryan Cranston hanno chiesto regole più severe contro i deepfake e l’uso non autorizzato dell’immagine degli artisti. Il CEO Ted Sarandos ha però minimizzato il rischio, sostenendo che la creatività continuerà a essere il fulcro dell’opera audiovisiva. Ciò indipendentemente dai mezzi tecnici impiegati.
Resta aperta, però, la questione dell’impatto sull’occupazione. Anche se l’AI viene presentata come un alleato, il suo impiego potrà ridefinire il ruolo di tecnici e professionisti degli effetti visivi. Netflix sembra voler mantenere un equilibrio delicato tra innovazione tecnologica e tutela del lavoro artistico. Segnando un precedente per il resto dell’industria.
L’evoluzione del rapporto tra arte e intelligenza artificiale non riguarda più soltanto la produzione di contenuti. Ma la ridefinizione stessa del concetto di creatività. Se l’AI diventerà davvero un’estensione del talento umano e non un suo sostituto, dipenderà dalle scelte etiche e industriali che le piattaforme come Netflix sapranno compiere.
