La tecnologia applicata al movimento umano assiste ad una corsa verso l’innovazione. La quale si sposta sempre più dal campo sportivo alla vita quotidiana. È in tale direzione che si muove Nike, che con il suo Project Amplify tenta di ripensare il concetto stesso di calzatura. Non si tratta di un più semplice supporto passivo, ma di un sistema motorizzato capace di assistere chi cammina o corre. Un’idea che unisce robotica e design, e che segna un passo concreto verso la diffusione della tecnologia indossabile assistiva. Il progetto nasce da una collaborazione con la società di robotica Dephy, nota per i suoi esoscheletri pensati per supportare il movimento umano. Dopo anni di ricerca, condotti su oltre 400 atleti, Nike ha mostrato un prototipo funzionante del dispositivo. L’obiettivo, chiarisce l’azienda, non è rivolgersi all’élite sportiva, ma a chi affronta ogni giorno spostamenti urbani e desidera farlo con minore fatica.
Nike: ecco i dettagli del nuovo Project Amplify
Dal punto di vista tecnico, il progetto è costruito attorno a una struttura robotica leggera. La quale ricorda un tutore per la caviglia. All’interno, un piccolo motore elettrico, una cinghia di trasmissione e una batteria ricaricabile integrata lavorano in sinergia per potenziare la spinta dei muscoli del polpaccio. Il tutto in un peso complessivo di poco superiore a un chilogrammo. I test hanno mostrato una riduzione della fatica e un incremento della velocità compreso tra il 10 e il 15%, risultati che indicano come anche un aiuto minimo possa migliorare sensibilmente l’efficienza del movimento.
Al momento, non c’è ancora una data di lancio ufficiale. Ma Nike ha confermato l’intenzione di portare la tecnologia sul mercato consumer nei prossimi anni. Project Amplify rappresenta così un punto di svolta nella ricerca sul movimento assistito, ma anche il primo tassello di una strategia più ampia. Durante la presentazione, infatti, Nike ha accennato ad altri progetti di ricerca. Tra cui scarpe basate su neuroscienze e tessuti a raffreddamento attivo per l’abbigliamento sportivo. Un passo avanti importante che evidenzia l’intenzione di diminuire la distanza tra umano e robotico.
