Nel campus assolato della University of Florida c’era un’atmosfera di quelle che si respirano solo nei momenti importanti: studenti, ricercatori e rappresentanti del mondo tech si sono riuniti per vedere da vicino qualcosa che promette di cambiare il modo in cui si fa ricerca. Al centro della scena, HiPerGator 4.0 — il nuovo supercomputer dell’università — che non è solo una macchina potente, ma una vera dichiarazione d’intenti. È trenta volte più veloce del suo predecessore e monta i nuovissimi chip NVIDIA Blackwell, gli stessi che oggi alimentano i sistemi più avanzati del pianeta.
University of Florida punta sull’AI con HiPerGator 4.0 e NaviGator AI
Dietro i numeri, però, c’è molto di più. L’università non voleva solo presentare una nuova infrastruttura tecnologica, ma mostrare come un ateneo pubblico possa diventare un punto di riferimento per la formazione nell’era dell’intelligenza artificiale. Durante la cerimonia, oltre 125 persone hanno assistito a una dimostrazione dal vivo, e tra gli ospiti c’era anche Chris Malachowsky, cofondatore di NVIDIA ed ex studente della Florida, che ha invitato i giovani presenti a “spingersi oltre, sfruttando al massimo questa occasione unica”.
HiPerGator 4.0 è il risultato di un investimento di circa 33 milioni di euro e sostituisce il precedente sistema basato su architettura Ampere. Il nuovo modello integra 504 GPU distribuite su 63 nodi, un concentrato di potenza pensato per accelerare la ricerca in campi che vanno dalla biologia alla robotica. Non a caso, diversi gruppi studenteschi — come il Swamp Launch Rocket Team e Gator Motor Sports — hanno già iniziato a usarlo per sviluppare prototipi e algoritmi che combinano AI e ingegneria avanzata.
I risultati non si sono fatti attendere: HiPerGator 4.0 si è già posizionato terzo al mondo per velocità e quarto per efficienza energetica nella classifica MLCommons, che misura le prestazioni dei supercomputer dedicati all’intelligenza artificiale.
Oggi, più del 60% della ricerca dell’università dipende dalle sue infrastrutture di calcolo, con quasi 7.000 utenti attivi e oltre 230 corsi dedicati ai dati e al machine learning. Tra i progetti più promettenti c’è NaviGator AI, una piattaforma interna che permette di accedere a più di quaranta modelli linguistici di grandi dimensioni. Un modo concreto, insomma, per dare agli studenti non solo teoria, ma la possibilità di costruire — letteralmente — il futuro dell’intelligenza artificiale.
