Per iPhone Air si profila un finale anticipato. Più fonti autorevoli — The Elec, Nikkei e l’analista Ming-Chi Kuo — convergono su un quadro chiaro: Apple avrebbe ridotto in modo consistente i volumi, fino a ipotizzare la chiusura della linea. Nella migliore delle ipotesi, la produzione resterà marginale; nella peggiore, la corsa potrebbe arrestarsi del tutto. I numeri aiutano a capire: dall’avvio delle vendite lo scorso settembre, Air avrebbe pesato solo tra il 10 e il 15% dell’intero output della nuova generazione e, da novembre, la quota è destinata a calare ancora, senza indicazioni puntuali sui quantitativi.
Le ragioni sono concrete. Il progetto “ultra-sottile e ultra-leggero” ha colpito al primo sguardo, ma il compromesso su batteria e fotocamera (singola) ha penalizzato la percezione complessiva. Nel confronto interno, gli altri tre modelli risultano una proposta più equilibrata per dotazioni e rapporto qualità-prezzo. Il mercato lo ha fatto capire in fretta: a poche settimane dal debutto, sono comparsi sconti non banali rispetto al listino — in Italia da 1.239€ —, un segnale insolito per un dispositivo così giovane nell’ecosistema di Cupertino e indicativo di una domanda sotto le attese.
Gli altri iPhone reggono (e crescono)
Il rallentamento dell’Air non trascina a fondo la famiglia 2025. Al contrario, iPhone 17, 17 Pro e 17 Pro Max stanno performando bene. In particolare, iPhone 17 “liscio” beneficia del passaggio ai 120 Hz sul display: secondo le stime, gli ordini per questo modello sono stati aumentati di circa 5 milioni di unità e le vendite risultano superiori del 30% rispetto al diretto predecessore nello stesso arco temporale. È la conferma di un messaggio semplice: design sottile e peso piuma sono atout importanti, ma non bastano se chiedono troppi sacrifici su autonomia e fotografia.
Se il taglio produttivo su iPhone Air dovesse trasformarsi in stop definitivo, l’esito apparirebbe coerente con l’orientamento del pubblico. Il segmento premia equilibrio e completezza, soprattutto nelle fasce di prezzo più alte; l’estetica resta un valore, ma non può sostituire ciò che molti considerano essenziale nell’uso quotidiano.
