L’attività dei vulcani può portare diverse conseguenze per l’uomo, alcune che purtroppo si rivelano drammatiche, mentre altre quelle più a lungo termine, possono avere inaspettatamente degli effetti positivi.
In Italia sono presenti diversi vulcani, ma il più attivo è sicuramente l’Etna, vulcano che si trova in provincia di Catania, in Sicilia. L’attività dell’Etna è costante, tanto da essere non solo il più attivo nel nostro paese. Ma è anche uno dei più attivi al mondo.
Il vulcano siciliano erutta con regolarità, e questi episodi portano con sé colate di lava, ma anche emissione di cenere e lapilli. Soprattutto le emissioni di queste sostanze rappresenta un disagio per tutti gli abitanti di quella zona, che vedono riempire strade e abitazioni di questa polvere finissima è difficile da eliminare. Tuttavia, oltre ai disagi causati, proprio la cenere può essere riutilizzata e dunque diventare un elemento che ha un impatto anche positivo sull’uomo.
Cenere dell’Etna come inchiostro per effettuare stampe 3D
Quando l’Etna erutta e la cenere si sparge ovunque nella zona, il costo di rimozione e smaltimento è davvero elevato, ma per fortuna si è pensato al suo riutilizzo così da passare da disagio a una vera e propria risorsa. In particolare, il suo utilizzo, pensato e lavorato all’università di Catania, è quello di diventare inchiostro per le stampanti 3D.
Si è scoperto infatti che da questo materiale, unito a scarti del vetro che sono generati dalla lavorazione della fibra ottica, si può ottenere un perfetto inchiostro per le stampe. Utilizzare la cenere come inchiostro è un esempio perfetto di economia circolare, perché trasforma uno scarto in una risorsa economica, e ecologica e soprattutto locale.
In un momento in cui si ha a che fare con il cambiamento climatico e l’inquinamento, creare un connubio tra natura e tecnologia è davvero importante. Bisognerebbe infatti sempre di trovare delle correlazioni del genere, che possano fare del bene all’ambiente.
