Uno studio coordinato dall’EBU e guidato dalla BBC, presentato a Napoli durante l’Assemblea Stampa, mette sotto la lente l’affidabilità dei chatbot nell’ambito informativo. Hanno partecipato 22 emittenti pubbliche di 18 Paesi, con test condotti in 14 lingue su circa 3.000 risposte generate dai modelli più diffusi, tra cui ChatGPT, Copilot, Gemini e Perplexity. Le valutazioni hanno considerato quattro aspetti centrali: accuratezza dei contenuti, qualità e attribuzione delle fonti, coerenza argomentativa nel contesto e capacità di separare opinioni e fatti. Il disegno della ricerca, per ampiezza e varietà linguistica, rappresenta un riferimento significativo per comprendere lo stato dell’arte dell’AI applicata alle news.
I risultati principali e le implicazioni per l’ecosistema informativo
Il quadro emerso è critico. Nel 45% delle risposte sono stati individuati problemi significativi; nel 31% si sono rilevate carenze nella gestione delle fonti, tra attribuzioni assenti, fuorvianti o errate; il 20% dei contenuti è risultato poco accurato, tra informazioni obsolete e allucinazioni. A performare peggio degli altri è Gemini, con il 76% di risposte giudicate problematiche in modo significativo, un valore più che doppio rispetto ai competitor, soprattutto per le difficoltà nel reperimento e nell’attribuzione delle fonti. In alcuni mesi è stato registrato un miglioramento, ma il tasso di errore resta elevato e diffuso in modo trasversale per lingue e Paesi, segno di una criticità sistemica.
La dimensione sociale è altrettanto rilevante. Cresce la quota di persone che si informano tramite chatbot, in particolare tra i più giovani. Il Digital News Report 2025 del Reuters Institute indica che il 7% di chi cerca notizie online utilizza assistenti AI, quota che sale al 15% tra gli under 25. In questo contesto, il monito del Direttore Media e Vicedirettore Generale dell’EBU, Jean Philip De Tender, è netto: carenze ricorrenti e multilingue mettono a rischio la fiducia del pubblico e, quando la fiducia vacilla, la partecipazione democratica può risentirne. Per questo EBU e membri sollecitano le autorità nazionali ed europee a far rispettare le norme su integrità dell’informazione, servizi digitali e pluralismo dei media, oltre a promuovere un monitoraggio indipendente e continuativo dei sistemi. L’obiettivo è ridurre gli errori, migliorare la trasparenza sulle fonti e rendere più affidabile l’esperienza informativa mediata dall’AI.
