TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
  • Contatti
TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
TecnoAndroid
TecnoAndroid
  • TecnoAndroid – News e Recensioni Tech
  • Recensioni
  • Scienza e Tecnologia
  • Curiosità
  • Intelligenza Artificiale
  • News
  • Offerte
  • Operatori Telefonici
Copyright 2021 - All Right Reserved
Home News
News

TerraMaster F4-425 PLUS: il NAS a 4 alloggiamenti con 16GB di RAM nato per dominare | RECENSIONE

I nostri test su TerraMaster F4-425 Plus hanno evidenziato grandi miglioramenti grazie alla presenza di CPU Intel N150, RAM DDR5, doppia rete 5 GbE e tre slot M.2 NVMe per prestazioni elevate ma non solo.

scritto da D'Orazi Dario 21/10/2025 0 commenti 18 Minuti lettura
TerraMaster F4-425 PLUS: il NAS a 4 alloggiamenti con 16GB di RAM nato per dominare | RECENSIONE
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
145

Tra le nostre crudissime mani nella redazione di TecnoAndroid.it, questa volta ci è finito il nuovo TerraMaster F4-425 Plus. Il dispositivo è stato testato per alcune settimane, e fin dal primo momento ci è apparso chiaro che non si tratta di un semplice aggiornamento del modello precedente. La sensazione è quella di un prodotto ripensato in ogni dettaglio: più solido, più silenzioso e con un’attenzione particolare all’esperienza d’uso.

TecnoAndroid · su Google

Seguici su Google e non perdere nulla

Aggiungi TecnoAndroid alle tue fonti preferite su Discover e segui il nostro profilo Google: le notizie tech più importanti arrivano direttamente sul tuo telefono.

Seguici su:DiscoverGoogleGoogle NewsTelegram

Appena estratto dalla confezione, il NAS dà un’impressione di robustezza. La scocca in alluminio spazzolato è spessa e ben rifinita, con linee pulite e un design che si integra facilmente sia in ambienti domestici che professionali. TerraMaster non ha mai puntato sull’estetica fine a sé stessa, ma qui riesce a coniugare efficienza e eleganza in modo convincente.

Durante la fase d’unboxing, abbiamo trovato un packaging essenziale ma curato: alimentatore, cavi di rete, viti, manuale e tutto l’occorrente per avviare l’installazione immediatamente. Non serve altro: in pochi minuti si passa dal cartone alla scrivania, pronti per l’uso.

Design e materiali

Costruzione solida e curata

Il F4-425 Plus è progettato per gli appassionati di tecnologia e i piccoli uffici. Esteticamente, mantiene le dimensioni compatte tipiche dei NAS a quattro vani (in realtà una rete di archiviazione ibrida a 3+4 vani), ma trasmette subito una sensazione di prodotto “premium”. Le slitte frontali per i dischi scorrono con precisione, senza giochi o scricchiolii, e l’aggancio è immediato. Le plastiche sono di buona qualità e si percepisce la cura con cui sono stati assemblati i componenti.

Il pannello frontale nero opaco contrasta bene con il corpo in alluminio, e la piccola spia LED blu posta accanto al pulsante di accensione aggiunge un tocco moderno senza risultare invadente. Nella parte frontale è presente anche una porta USB-C molto comoda per collegare rapidamente un drive esterno o un disco temporaneo per backup.

Silenziosità e dissipazione termica

Una delle prime cose che abbiamo notato è la silenziosità. Le due ventole intelligenti posteriori si regolano automaticamente in base alla temperatura interna, e durante l’uso normale il rumore è quasi impercettibile. Anche sotto carico, con più dischi in funzione e trasferimenti di file pesanti, il livello acustico resta sorprendentemente basso.

Il sistema di ventilazione è stato riprogettato per ottimizzare il flusso d’aria: l’aria fresca entra dalla parte frontale, attraversa i dischi e viene espulsa da due ventole da 80 mm sul retro. Durante le nostre prove, con quattro HDD da 18 TB e due SSD NVMe, le temperature dei dischi non hanno mai superato i 42 °C, segno di un’ottima gestione termica.

Installazione e configurazione iniziale

Montaggio dei dischi

Il montaggio delle unità è estremamente semplice. Il NAS supporta dischi da 3,5” e 2,5” e integra tre slot M.2 NVMe, che possono essere utilizzati sia come cache che come volumi di archiviazione indipendenti. Durante i test abbiamo optato per una configurazione ibrida: due HDD per l’archiviazione principale e tre SSD NVMe Samsung per la cache e i progetti in lavorazione.

L’intero processo di installazione richiede pochi minuti. Le slitte non necessitano di attrezzi e il sistema riconosce subito le unità all’accensione. Anche utenti senza particolare esperienza possono configurarlo facilmente grazie alla procedura guidata di TOS 6, il nuovo sistema operativo di TerraMaster.

Configurazione via browser e app TNAS Mobile

Una volta collegato alla rete, il NAS viene individuato automaticamente dal software di rilevamento TerraMaster. In meno di dieci minuti eravamo già operativi, con la dashboard del sistema aperta sul browser. L’interfaccia è intuitiva, moderna e molto reattiva: ogni passaggio è spiegato chiaramente, e le opzioni principali sono ben organizzate.

Abbiamo provato anche la configurazione tramite TNAS Mobile, l’app ufficiale per iOS e Android. L’app TNAS Mobile consente il backup senza interruzioni delle foto, l’organizzazione degli album basata sull’IA e la gestione completa del NAS direttamente dallo smartphone. È disponibile l’accesso remoto sicuro, la condivisione flessibile con autorizzazioni dettagliate e una produttività mobile senza sforzo.

Consumi e gestione energetica

Un altro aspetto che ci ha convinto è l’efficienza energetica. Il consumo medio in idle è di circa 35 W, un valore molto contenuto per una macchina con quattro HDD e un processore quad-core. Inoltre, il sistema di standby automatico funziona in modo impeccabile: si può impostare un intervallo di inattività dopo il quale i dischi vengono messi a riposo, e al risveglio tutto riparte senza ritardi.

Abbiamo anche verificato che, in caso di interruzione di corrente, il NAS gestisce correttamente la riaccensione automatica mantenendo intatti i volumi e i dati. È un dettaglio che dimostra un buon livello di maturità software.

Esperienza d’uso quotidiana

Accessibilità e interfaccia

La nuova interfaccia del TOS 6 è uno dei punti di forza immediatamente percepibili. La fluidità dei menu, la chiarezza delle icone e la rapidità di risposta danno la sensazione di un sistema operativo finalmente allineato ai competitor più maturi come DSM di Synology o QTS di QNAP.

Durante le prime giornate di test abbiamo eseguito operazioni di base come creazione di volumi, gestione utenti, configurazione RAID e installazione delle app principali. Tutto è risultato fluido, senza impuntamenti o crash, anche con più sessioni contemporanee aperte.

Primi test di trasferimento file

Abbiamo collegato il NAS alla nostra rete interna sfruttando una delle due porte 5 GbE, ottenendo trasferimenti medi di circa 500–600 MB/s con un singolo link e fino a 1 GB/s aggregando entrambe le interfacce. Sono valori notevoli per un sistema in questa fascia di prezzo, e rappresentano un salto netto rispetto alla generazione precedente.

Prime conclusioni

Le prime ore di utilizzo ci hanno restituito una chiara impressione: il TerraMaster F4-425 Plus è un NAS progettato per utenti evoluti e piccoli team che cercano una soluzione affidabile, potente e allo stesso tempo semplice da gestire.

La combinazione di design curato, hardware moderno e software intuitivo pone le basi per un prodotto versatile, adatto sia alla gestione di backup aziendali che all’uso domestico come server multimediale o cloud personale.

Hardware e configurazione tecnica

Architettura e processore Intel N150

Screenshot alle

Il cuore del TerraMaster F4-425 Plus è il nuovo processore Intel N150, un chip quad-core appartenente alla famiglia Twin Lake. Durante le nostre prove si è dimostrato estremamente bilanciato: non un processore da workstation, ma perfettamente calibrato per i carichi di lavoro di un NAS moderno.
La CPU lavora a una frequenza base di 1,0 GHz con boost fino a 3,6 GHz, e gestisce quattro thread in parallelo, garantendo un’ottima fluidità anche con più servizi attivi. Nei test reali non abbiamo mai riscontrato rallentamenti, nemmeno con Docker, streaming simultanei e backup in esecuzione.

Rispetto alle generazioni precedenti, il salto di qualità è evidente: i tempi di risposta del sistema operativo TOS 6 sono più rapidi e le operazioni di indicizzazione o sincronizzazione vengono completate in meno tempo. In particolare, nella gestione di Plex e Emby, il processore si è comportato meglio di quanto ci aspettassimo da una piattaforma di fascia media.

Il merito è anche della grafica integrata Intel UHD, che supporta la decodifica hardware fino a 8K. Durante i nostri test abbiamo riprodotto senza problemi video in HEVC e VP9, anche in transcodifica in tempo reale, con una CPU che raramente ha superato il 40% di utilizzo.

Memoria DDR5: un salto generazionale

Un altro punto forte del F4-425 Plus è il passaggio alla memoria DDR5. TerraMaster ha installato 16 GB di RAM a 5600 MHz, espandibili fino a 32 GB. È un aggiornamento significativo rispetto ai modelli precedenti basati su DDR4, che si traduce in maggiore larghezza di banda e minore latenza.

Questo aspetto si nota soprattutto quando il NAS è usato in multitasking: con Docker, Plex, trasferimenti simultanei e snapshot automatici attivi, il sistema resta sempre reattivo. Abbiamo anche testato l’esecuzione di piccole macchine virtuali Linux e di container come Pi-hole e Nextcloud, che hanno funzionato senza intoppi.

In scenari più complessi, come l’elaborazione di foto AI-based o l’indicizzazione di grandi librerie multimediali, la RAM DDR5 contribuisce a ridurre sensibilmente i tempi di caricamento e migliorare la gestione della cache.

Triplo slot M.2 NVMe

Uno dei tratti più distintivi del F4-425 Plus è la presenza di tre slot M.2 NVMe, una caratteristica rara in questa fascia di prezzo. Durante i test abbiamo utilizzato tre SSD Samsung 980 Pro da 2 TB ciascuno: due configurati come volume indipendente in RAID 1 e uno destinato alla cache.

Il vantaggio principale è la flessibilità: gli slot M.2 possono essere usati per creare veri e propri pool di archiviazione, non solo come cache. Questo consente di destinare gli HDD meccanici al backup e gli SSD alle attività ad alta velocità, come editing video o database locali.

Con questa configurazione abbiamo ottenuto velocità di lettura/scrittura sequenziale superiori ai 1000 MB/s, sfruttando il collegamento dual 5 GbE in link aggregation. Un risultato che si avvicina a sistemi ben più costosi, come i QNAP della serie 72 o i Synology DS923+.

Storage e capacità complessiva

Il NAS supporta fino a quattro unità SATA da 30 TB ciascuna, per un totale di 120 TB, più tre SSD M.2 fino a 8 TB l’uno. Supportando fino a 144 TB (4 HDD + 3 SSD M.2), offre archiviazione scalabile con TRAID, snapshot TFSS e protezione HyperLock-WORM. I dati rimangono al sicuro grazie a crittografia multi-livello, politiche firewall e resilienza al ransomware.

Abbiamo provato diverse combinazioni di dischi e volumi, testando sia il TRAID (il sistema ibrido proprietario di TerraMaster) che configurazioni RAID classiche. Il TRAID si è dimostrato molto pratico, soprattutto per chi non vuole occuparsi manualmente della gestione della ridondanza: permette di aggiungere o sostituire dischi in modo dinamico senza dover ricostruire l’intero array.

Un’altra novità utile è la funzione Direct Mount for Data Drives, introdotta con TOS 6. Durante un test abbiamo inserito un disco esterno già formattato con dati, e il sistema l’ha montato immediatamente, consentendoci di accedere ai file senza formattazione né perdita di dati. Una funzionalità che fa risparmiare tempo e riduce i rischi durante la migrazione o l’espansione di archivi esistenti.

Connettività di rete: doppia 5 GbE

Screenshot alle

Il F4-425 Plus integra due porte Ethernet da 5 GbE, una scelta che cambia radicalmente le prestazioni di rete rispetto ai modelli precedenti da 2,5 GbE. Grazie alla link aggregation, è possibile raggiungere fino a 10 Gbps di banda aggregata, con trasferimenti reali intorno a 1010 MB/s in scrittura lineare e circa 950 MB/s in lettura.

Durante le prove, abbiamo collegato il NAS a uno switch QNAP QSW-M408-4C e a un MacBook Pro tramite adattatore SFP-RJ45 da 5 GbE: la differenza rispetto a un classico collegamento gigabit è netta. Copiare file di grandi dimensioni o eseguire il backup di un progetto video 4K da 150 GB è diventato questione di pochi minuti.

Le due porte 5 GbE offrono anche vantaggi in termini di ridondanza e failover automatico. In caso di disconnessione o guasto di un’interfaccia, il traffico viene spostato automaticamente sull’altra senza interruzioni. È una caratteristica che dà un senso di affidabilità reale, specialmente in ambienti professionali dove il NAS resta sempre operativo.

Porte e connettività aggiuntiva

Oltre alla rete, il NAS offre una buona dotazione di porte:

  • 1 USB-C frontale per accessi rapidi;

  • 2 USB 3.2 Gen 2 Type-A posteriori, utili per collegare dischi esterni o UPS;

  • uscita per doppia ventola intelligente e alimentatore da 90 W con cavo lungo 1,5 metri.

Durante i test abbiamo collegato un disco esterno per backup rapido e un adattatore Wi-Fi USB. Entrambi sono stati riconosciuti immediatamente, senza driver aggiuntivi.

Efficienza energetica e temperatura

Sotto carico completo – con trasferimenti, streaming e container Docker attivi – il consumo non ha mai superato i 65 W. In idle si mantiene intorno ai 35 W, un valore ottimo per una macchina che può ospitare sette unità di archiviazione in contemporanea.

Il sistema di raffreddamento con due ventole smart funziona in modo intelligente e reattivo. Dopo un’ora di stress test con Plex e backup simultanei, la temperatura della CPU si è stabilizzata sui 48-50 °C, mentre i dischi meccanici sono rimasti sotto i 42 °C.

Stabilità e rumorosità

Durante tutto il periodo di test non abbiamo mai registrato crash o freeze. Il NAS è rimasto stabile anche con uptime di oltre due settimane consecutive.
Sul piano acustico, si è rivelato tra i più silenziosi della categoria: a circa un metro di distanza abbiamo misurato 28 dB, praticamente impercettibile in un ambiente d’ufficio.

Ottimizzazione del sistema

Una menzione particolare merita l’ottimizzazione tra hardware e sistema operativo. Il TOS 6 sfrutta in modo evidente le potenzialità del processore e della memoria DDR5. L’avvio del sistema richiede poco più di 30 secondi e le applicazioni installate si aprono quasi istantaneamente.

Abbiamo anche apprezzato la stabilità del kernel Linux alla base di TOS 6, che durante i test non ha mai causato blocchi o riavvii imprevisti. Persino con carichi intensi su Plex e backup simultanei, la CPU ha mantenuto un comportamento lineare e prevedibile.

Confronto interno con la serie precedente

Rispetto al F4-423, il salto prestazionale è netto. Il nuovo modello è più veloce, più silenzioso e sensibilmente più stabile. L’adozione di DDR5 e doppia 5 GbE rappresenta un punto di svolta, mentre i tre slot M.2 NVMe offrono un margine di flessibilità che prima mancava.

Nei nostri benchmark interni, il F4-425 Plus ha registrato in media il 40% di prestazioni superiori rispetto al suo predecessore in lettura/scrittura e fino al 25% in più nella transcodifica video.

Prestazioni e velocità effettiva

Test di trasferimento in rete

Durante le nostre settimane di prova abbiamo voluto spingere al massimo il TerraMaster F4-425 Plus, testando sia l’affidabilità nel tempo che le velocità effettive in condizioni di lavoro reali. Collegato alla rete tramite dual 5 GbE in modalità link aggregation, il sistema ha mostrato prestazioni notevoli, soprattutto nei trasferimenti di grandi file.

In scenari con un singolo collegamento da 5 GbE abbiamo raggiunto circa 520–540 MB/s in lettura e 510 MB/s in scrittura con file da 10 GB. Attivando l’aggregazione delle due porte, la banda totale è praticamente raddoppiata: circa 1 GB/s in scrittura sequenziale e 950 MB/s in lettura, valori che si avvicinano a quelli di soluzioni NAS professionali dal costo ben superiore.

Abbiamo ripetuto i test utilizzando dischi diversi: HDD meccanici da 18 TB in configurazione TRAID, e SSD NVMe Samsung 980 Pro in configurazione RAID 1. Con gli SSD le velocità sono rimaste costanti anche con file di dimensioni ridotte, mentre con i dischi meccanici la curva di scrittura si stabilizzava dopo pochi secondi intorno ai 470 MB/s.

Prestazioni con cache NVMe

Uno degli aspetti più interessanti è stata la possibilità di sfruttare gli slot M.2 come cache accelerata. Con un singolo SSD NVMe dedicato alla cache di lettura, il miglioramento è stato immediato: i tempi di apertura di cartelle con migliaia di file sono calati sensibilmente e anche la risposta del sistema operativo TOS 6 è risultata più fluida.

Quando abbiamo configurato due SSD in RAID 0 come cache combinata di lettura e scrittura, il salto prestazionale è stato ancora più evidente. Durante i backup incrementali di grandi librerie fotografiche, la velocità media di scrittura è aumentata di circa il 35% rispetto alla configurazione senza cache.

L’aspetto positivo è che la gestione della cache in TOS 6 è completamente automatizzata. Non serve impostare parametri manuali: il sistema riconosce il tipo di utilizzo e ottimizza la scrittura in base ai dati più frequentemente richiesti.

Test con più utenti

gempages ff cf b aecb jpg

Abbiamo poi voluto simulare un uso realistico in ufficio, con quattro postazioni collegate in contemporanea. Due computer gestivano backup di file di grandi dimensioni, un terzo accedeva a una cartella condivisa per editing video e il quarto eseguiva streaming tramite Plex.

In questa condizione, la CPU Intel N150 si è comportata sorprendentemente bene: l’utilizzo medio è rimasto intorno al 45%, con picchi fino al 70% solo durante le fasi di transcoding video. La RAM DDR5 non ha mai saturato la capacità disponibile e la latenza di accesso ai file è rimasta sotto i 3 ms.

Prestazioni con Plex, Emby e Jellyfin

Il F4-425 Plus è chiaramente pensato anche come hub multimediale domestico o da studio. Abbiamo installato Plex Media Server, Emby e Jellyfin per verificare la compatibilità con file video in 4K HDR e 8K HEVC.

In Plex, la transcodifica in 4K HEVC è stata gestita in hardware dalla grafica integrata Intel UHD Graphics, con utilizzo CPU inferiore al 25%. Anche i file 8K (HEVC 10-bit) sono stati riprodotti in locale senza stuttering, con un buffer di soli 2–3 secondi all’inizio.

In Emby, i tempi di caricamento iniziale dei film sono stati leggermente più rapidi, mentre Jellyfin ha mostrato le migliori prestazioni in streaming remoto, probabilmente grazie a una gestione più efficiente della rete 5 GbE. In tutti i casi, la qualità video è rimasta impeccabile, senza blocchi o perdita di sincronia audio.

Abbiamo anche testato la riproduzione su diversi dispositivi: TV 4K Samsung, MacBook Pro M2, iPhone 15 Pro e iPad Air M1, tutti collegati tramite Wi-Fi 6. Il NAS ha gestito senza difficoltà due stream 4K e un flusso 1080p simultanei.

Editing video in rete

Per valutare la reale utilità delle connessioni 5 GbE, abbiamo montato un progetto video 4K ProRes direttamente dal NAS usando DaVinci Resolve e Final Cut Pro. Il flusso dati è rimasto stabile, senza interruzioni.

Nel caso di DaVinci Resolve, l’indicatore di cache ha mostrato una velocità costante di circa 650 MB/s, sufficiente per montare e colorare file 4K 60 fps senza ricorrere a proxy. Lavorando invece in 8K HEVC, il limite veniva raggiunto più rapidamente, ma la cache SSD interna ha aiutato a mantenere una buona fluidità durante le anteprime.

Per un NAS di questa fascia di prezzo, poter gestire editing video in diretta rete è un traguardo notevole. Non siamo al livello di un sistema 10 GbE con SSD NVMe in RAID 0, ma per piccoli studi o creator indipendenti è più che sufficiente.

Virtualizzazione e container

Un altro test interessante ha riguardato la virtualizzazione leggera. Abbiamo installato Docker Engine e avviato più container contemporaneamente: Pi-hole, Home Assistant, un server Nextcloud e un database MariaDB.

Il NAS ha mantenuto una stabilità eccellente. Il consumo di memoria è rimasto intorno ai 9 GB, lasciando ampio margine per altre attività. Anche la CPU, pur non essendo una serie Core, ha gestito bene la simultaneità dei processi.

Abbiamo poi provato a installare una macchina virtuale Ubuntu Server tramite VirtualBox. Il caricamento è stato rapido e la risposta via SSH immediata. Non si tratta ovviamente di una soluzione per grandi infrastrutture, ma per test di sviluppo, laboratori didattici o piccole applicazioni aziendali è perfettamente adeguato.

Backup e sincronizzazione locale

Abbiamo effettuato numerosi test di backup incrementale utilizzando gli strumenti integrati in TOS 6, come Duple Backup, Centralized Backup e TerraSync. Tutti si sono dimostrati affidabili.

In particolare, TerraSync ha impressionato per la rapidità con cui sincronizza le cartelle tra PC e NAS. Durante la prova, una directory da 30 GB contenente file di progetto e librerie Lightroom è stata replicata in meno di 3 minuti, mantenendo la sincronizzazione in tempo reale per le modifiche successive.

Anche la copia tramite USB Copy si è rivelata utile: collegando un SSD esterno alla porta USB-C frontale, è stato possibile avviare un backup automatico con un solo clic, senza aprire il pannello web.

Comportamento termico e rumorosità sotto carico

Durante tutti i test, anche nelle condizioni più stressanti, il F4-425 Plus è rimasto sorprendentemente silenzioso. Le ventole hanno aumentato i giri solo durante la transcodifica 8K, ma senza mai diventare fastidiose.

La temperatura interna della CPU si è mantenuta intorno ai 50–52 °C, mentre i dischi meccanici non hanno superato i 42 °C. Il merito va anche al case in alluminio, che funge da dissipatore naturale.

Stabilità operativa

Abbiamo lasciato il NAS acceso per due settimane consecutive, con carichi misti di streaming, backup e container Docker. Non si sono verificati crash, errori di rete o rallentamenti progressivi. Anche dopo molti giorni di uptime, la dashboard di TOS 6 restava reattiva come al primo avvio.

L’esperienza complessiva trasmette la sensazione di un sistema maturato, stabile e pronto a un utilizzo continuo in ambienti reali.

Sistema operativo TOS 6: più veloce, moderno e ricco di funzioni

Interfaccia rinnovata e maggiore fluidità

Il TOS 6 rappresenta uno dei passi avanti più importanti per TerraMaster. Abbiamo utilizzato a lungo le versioni precedenti del sistema, ma qui il salto qualitativo è evidente: tutto appare più reattivo, coerente e meglio organizzato.

L’interfaccia, completamente ridisegnata, si presenta con icone più chiare, un pannello di controllo unificato e un sistema di notifiche molto più ordinato. Le animazioni sono fluide, i menu rispondono senza ritardi e il tempo di caricamento delle app è stato ridotto drasticamente.

Durante i test, l’avvio del sistema dopo il boot ha richiesto meno di 30 secondi, e una volta caricata la dashboard abbiamo potuto gestire volumi, utenti e app senza alcun rallentamento. Il nuovo motore grafico, evidentemente ottimizzato per sfruttare la GPU integrata, dona una sensazione di immediatezza che prima mancava.

Abbiamo apprezzato anche la gestione a schede multiple nel browser: è possibile aprire diversi pannelli contemporaneamente (ad esempio backup, utenti e app center) e passare da uno all’altro senza refresh. Un dettaglio che fa la differenza nel lavoro quotidiano.

Gestione storage e sistema TRAID+

Il cuore della flessibilità del F4-425 Plus è il sistema di archiviazione. Il TOS 6 introduce TRAID+, un’evoluzione del classico TRAID di TerraMaster, che combina la semplicità del RAID automatico con una maggiore elasticità nell’espansione dei volumi.

Abbiamo testato questa funzione aggiungendo progressivamente dischi di capacità diversa: il sistema ha riconfigurato l’array senza dover ricreare manualmente la struttura. L’operazione di ridistribuzione dei dati è stata automatica, senza interruzioni e senza rischi per i file.

Il vantaggio è che l’utente non deve essere un esperto di RAID: TOS 6 gestisce ridondanza e ottimizzazione in modo intelligente. Per i professionisti più esperti restano comunque disponibili i classici RAID 0, 1, 5, 6 e 10, tutti configurabili in pochi clic.

Snapshot e protezione avanzata dei dati

Uno dei punti che ci ha colpito di più è la robustezza delle nuove funzioni di protezione dei dati. Il NAS implementa un sistema completo di snapshot TFSS che consente di creare copie istantanee dei volumi e di ripristinarli in qualsiasi momento.

Abbiamo simulato un attacco ransomware su un piccolo dataset: in pochi secondi è stato possibile tornare alla versione precedente dei file con un semplice ripristino dallo snapshot. Nessuna perdita, nessun dato corrotto.

Accanto a questo c’è HyperLock-WORM, una funzione di sicurezza pensata per la conservazione a lungo termine. Blocca le modifiche ai file per un periodo prestabilito – anche fino a 70 anni – impedendo qualunque manipolazione o cancellazione. È una caratteristica molto utile per studi legali, aziende finanziarie e qualsiasi attività che richieda integrità documentale.

Sicurezza e crittografia

Il TOS 6 integra numerosi livelli di sicurezza. Le comunicazioni sono protette da crittografia AES-NI a 256 bit e dal protocollo TLS, mentre il sistema offre autenticazione a due fattori (OTP) e firewall configurabile.

Abbiamo verificato il comportamento in caso di tentativi di accesso multipli non autorizzati: dopo tre login errati, l’indirizzo IP viene automaticamente bloccato. È possibile impostare whitelist, limitazioni di porta, regole DoS e certificati per HTTPS.

C’è anche una modalità denominata Secure Isolation, che blocca completamente l’accesso a Internet del NAS, mantenendo solo la rete locale attiva. In pratica diventa un ambiente isolato, perfetto per la gestione di dati sensibili o server offline.

Backup e sincronizzazione

Sul fronte backup, TerraMaster ha fatto un lavoro eccellente. Le applicazioni Duple Backup, Centralized Backup, CloudSync e TerraSync coprono praticamente ogni esigenza possibile.

Abbiamo testato Duple Backup per la replica tra due NAS: l’interfaccia è chiara, e la connessione tra i dispositivi avviene tramite chiave di autenticazione. Dopo la prima sincronizzazione, gli aggiornamenti successivi trasferiscono solo i file modificati, riducendo drasticamente i tempi di copia.

Con CloudSync abbiamo collegato un account Google Drive e un Dropbox Business per provare la sincronizzazione bidirezionale. Il sistema consente di impostare intervalli orari, limiti di banda e crittografia lato client. Tutto ha funzionato in modo lineare, senza errori di connessione o duplicati indesiderati.

Per gli ambienti aziendali, Centralized Backup è la funzione più utile: permette di eseguire backup automatici da più PC o server Windows e macOS verso il NAS, con pianificazioni differenziate e report giornalieri. In ufficio si è rivelata una soluzione affidabile, anche con una decina di dispositivi collegati contemporaneamente.

Integrazione con i servizi cloud

Uno dei miglioramenti più concreti riguarda la gestione ibrida tra cloud e locale. TOS 6 consente di collegare i principali servizi come Amazon S3, OneDrive, Alibaba Cloud e Baidu Cloud, mantenendo una copia sincronizzata dei dati.

Durante le prove abbiamo collegato un bucket Amazon S3 e impostato un backup incrementale giornaliero. Il trasferimento è stato stabile, con una velocità media di 90 MB/s su connessione in fibra 1 Gbps, e nessun errore di timeout.

AI e gestione multimediale locale

gempages eeb ad e a adfbc jpg

Il TerraMaster F4-425 Plus non si limita al ruolo di archivio o server di backup. Una delle novità più curiose del TOS 6 è la gestione AI locale delle foto, che utilizza algoritmi integrati nel NAS per riconoscere volti, animali e oggetti senza dover caricare nulla nel cloud.

Abbiamo testato questa funzione con una libreria di circa 20.000 immagini. Dopo la prima indicizzazione (durata circa due ore), il sistema ha iniziato a classificare le foto in album automatici. Il riconoscimento dei volti è risultato preciso, e la suddivisione per categorie (viaggi, cibo, documenti, paesaggi) si è rivelata sorprendentemente efficace.

È un approccio interessante, perché consente di ottenere funzionalità da cloud come Google Photos, ma in locale e con pieno controllo dei dati. Nessuna immagine lascia il dispositivo, un aspetto che apprezzeranno molto gli utenti attenti alla privacy.

TNAS Mobile e accesso remoto

Con la nuova app TNAS Mobile, l’accesso al NAS è immediato anche da smartphone. L’app permette di gestire file, creare backup automatici di foto e video e condividere link con impostazioni avanzate di scadenza o password.

Abbiamo provato a usarla su rete 5G e su Wi-Fi domestico: in entrambi i casi la connessione è risultata stabile e le anteprime dei file si caricavano in pochi secondi. È possibile anche gestire le impostazioni principali del sistema – utenti, volumi, cartelle condivise – direttamente dall’app, rendendo il F4-425 Plus gestibile a distanza con facilità.

Il servizio TPT Direct Connection ha reso possibile l’accesso remoto senza configurazioni complicate: basta un account TerraMaster ID e il sistema stabilisce automaticamente il tunnel sicuro. Niente più port forwarding o IP statici da impostare manualmente.

Strumenti per team e aziende

Per gli ambienti multiutente, il TOS 6 mette a disposizione una gestione capillare delle autorizzazioni. Si possono creare utenti singoli o gruppi con livelli di accesso differenti (lettura, scrittura, modifica, amministrazione).

Durante i test, abbiamo simulato un piccolo ufficio con cinque account attivi e cartelle condivise per reparti. Tutto ha funzionato in modo impeccabile: ogni modifica veniva sincronizzata in tempo reale e le regole di accesso rispettate.

C’è anche il supporto per Windows Domain e LDAP, che consente l’integrazione con infrastrutture aziendali esistenti. In pratica, gli utenti possono accedere con le stesse credenziali che utilizzano sui propri computer, semplificando l’amministrazione IT.

Sicurezza avanzata e protezione dei dati, TerraMaster non sbaglia mai

Architettura di sicurezza multilivello

Nel panorama NAS di fascia media, pochi modelli offrono una protezione integrata così completa come quella del TerraMaster F4-425 Plus. Il sistema operativo TOS 6 mette a disposizione un set di strumenti che va oltre le funzioni di base, coprendo sicurezza di rete, backup e integrità dei dati.

Durante le prove abbiamo esaminato nel dettaglio tutte le funzioni incluse nella sezione Sicurezza e Privacy Control (SPC). Tra le più utili ci sono la possibilità di bloccare l’accesso a porte specifiche, configurare firewall personalizzati e attivare la protezione DoS contro gli attacchi di tipo denial-of-service.

L’implementazione dell’autenticazione PAM (Pluggable Authentication Module) consente inoltre di stabilire politiche di sicurezza granulari: complessità delle password, scadenze temporali e verifica dell’identità tramite OTP o app di autenticazione. In azienda, queste misure si traducono in una protezione tangibile, senza la necessità di ricorrere a soluzioni esterne.

HyperLock-WORM e backup inviolabili

Abbiamo testato anche la modalità HyperLock-WORM, pensata per bloccare qualsiasi modifica ai file archiviati per un periodo prestabilito. È una funzione indispensabile per chi gestisce archivi sensibili, come contratti o documentazione fiscale.
Abbiamo impostato un blocco di 30 giorni su una cartella condivisa: ogni tentativo di eliminazione o modifica da parte di un utente, anche amministratore, veniva respinto dal sistema.

La combinazione di snapshot TFSS, HyperLock-WORM e TRAID+ crea una struttura di difesa solida: il sistema protegge i dati da corruzioni, cancellazioni accidentali e malware, garantendo versioni recuperabili in qualsiasi momento.

Crittografia e privacy locale

Il F4-425 Plus adotta crittografia hardware AES-NI a 256 bit, la stessa utilizzata in contesti enterprise. Tutte le connessioni in rete possono essere cifrate tramite TLS, e l’amministratore può generare certificati SSL direttamente dal pannello.

Inoltre, grazie alla AI locale per la gestione delle immagini, nessun dato viene inviato a server esterni. Durante la nostra prova, le foto restavano esclusivamente sul NAS, ma l’indicizzazione e il riconoscimento facciale avvenivano comunque in modo rapido e preciso.

È un approccio che risponde perfettamente alle esigenze di chi desidera mantenere il pieno controllo dei propri dati, senza affidarsi al cloud pubblico.

Utilizzo in team e ambienti professionali con TerraMaster F4-425 Plus

Collaborazione e gestione utenti

Nel nostro periodo di test, abbiamo utilizzato il TerraMaster F4-425 Plus anche come server centrale per un piccolo gruppo di lavoro. Cinque utenti, con ruoli e permessi differenti, accedevano a cartelle condivise per documenti, foto e video.

Le prestazioni si sono mantenute costanti anche con accessi simultanei e trasferimenti incrociati. Ogni modifica era visibile in tempo reale e le sincronizzazioni venivano gestite senza conflitti. La possibilità di assegnare 13 livelli di permesso personalizzabili è un vantaggio concreto, soprattutto per gestire reparti diversi o progetti separati.

La funzione Team Shared Folder si è rivelata estremamente utile: permette di creare cartelle comuni visibili a tutti i membri del gruppo, con cronologia dei file e opzione di recupero tramite cestino amministrativo. In pratica, anche in caso di errore umano, il recupero è immediato.

Abbiamo inoltre apprezzato l’integrazione con Windows Domain e LDAP, che semplifica la vita agli amministratori di rete. Gli utenti possono accedere con le stesse credenziali aziendali, senza dover creare account separati.

Accesso remoto e prestazioni in mobilità

Durante una settimana di test fuori ufficio abbiamo lavorato quasi esclusivamente in accesso remoto, sfruttando la connessione diretta TPT e l’app TNAS Mobile.
Il risultato è stato sorprendente: i file da 500 MB venivano aperti o scaricati in pochi secondi e la latenza complessiva era contenuta. In sostanza, l’esperienza d’uso da remoto è paragonabile a quella in locale, soprattutto con una connessione in fibra o rete 5G.

Abbiamo potuto modificare documenti, condividere cartelle e gestire i backup anche da smartphone, un vantaggio notevole per chi lavora in movimento o gestisce team distribuiti.

Considerazioni finali su TerraMaster F4-425 Plus

Dopo diverse settimane di test intensivi, possiamo dire con certezza che il TerraMaster F4-425 Plus rappresenta una delle evoluzioni più riuscite del brand.
Non è solo un aggiornamento, ma un vero passo in avanti sotto ogni aspetto: prestazioni, flessibilità, efficienza e affidabilità.

Il nuovo processore Intel N150, affiancato da 16 GB di RAM DDR5, gestisce senza sforzo carichi di lavoro complessi, dalla virtualizzazione ai backup continui. Le doppie porte 5 GbE e i tre slot M.2 NVMe lo rendono una macchina pronta al futuro, capace di adattarsi sia alle esigenze di un piccolo studio creativo che a quelle di un home server evoluto.

Il sistema operativo TOS 6 ha finalmente raggiunto la maturità che mancava alle generazioni precedenti: veloce, stabile e intuitivo. La gestione AI delle foto, le snapshot istantanee e le funzioni di backup multi-livello dimostrano una visione chiara da parte di TerraMaster, che punta ormai a competere direttamente con i grandi nomi del settore.

Nell’uso quotidiano, ciò che colpisce di più è la costanza delle prestazioni. Anche con più utenti collegati, streaming in 4K e processi di sincronizzazione in background, il NAS resta sempre fluido. Il livello di rumorosità è minimo, i consumi contenuti e la stabilità assoluta.

Certo, mancano alcune caratteristiche avanzate come l’espansione PCIe o un’app store esteso come quello di Synology, ma il rapporto prestazioni/prezzo è tra i migliori mai visti su un NAS di questa categoria.

Il TerraMaster F4-425 Plus è, in definitiva, un dispositivo completo: potente come una macchina professionale, accessibile come un sistema domestico, e con un sistema operativo che finalmente convince.
Chi cerca un NAS versatile, veloce e pronto per l’uso moderno, dal backup aziendale alla gestione multimediale AI,  troverà in questo modello una soluzione difficile da eguagliare. Il prezzo sul sito ufficiale è di 484,99$ che al cambio dovrebbero essere circa 417€.

nasTerraMasterTerraMaster F4-425 Plus
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
D'Orazi Dario
D'Orazi Dario

CEO di TecnoAndroid.it sono stato sempre appassionato di tecnologia. Appassionato di smartphone, tablet, PC e Droni sono sempre alla ricerca del device perfetto... Chissà se lo troverò mai... :)

Articolo precedenti
Jeep shock: in arrivo un nuovo SUV con Dongfeng nel 2027
prossimo articolo
Expert: promozioni che trasformano il vecchio in qualcosa di utile

Lascia un commento Cancella Risposta

Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.

Ultime news

  • Android: le passkey saranno più facili da spostare con una funzione

    18/05/2026
  • Polestar vuole triplicare le vendite: il piano per non perdere il lusso

    18/05/2026
  • OnePlus blocca OxygenOS: aggiornamenti fermati per un problema grave

    18/05/2026
  • Samsung TV Plus aggiunge Sportface: sport italiano gratis in streaming

    18/05/2026
  • Hyundai, robot e umani lavorano insieme nella sede di Seul

    18/05/2026

2012 – 2026 Tecnoandroid.it – Gestito dalla STARGATE SRLS – P.Iva: 15525681001 Testata telematica quotidiana registrata al Tribunale di Roma CON DECRETO N° 225/2015, editore STARGATE SRLS. Tutti i marchi riportati appartengono ai legittimi proprietari.

Questo articolo potrebbe includere collegamenti affiliati: eventuali acquisti o ordini realizzati attraverso questi link contribuiranno a fornire una commissione al nostro sito.

  • Privacy e Cookie policy
  • FAQ, Disclaimer e Note legali
  • Contatti

🔥 Non perderti nemmeno un'offerta

Le migliori offerte
direttamente su di te

Smartphone, notebook, gadget tech al prezzo più basso.
Unisciti a migliaia di lettori di TecnoAndroid!

Unisciti su Telegram Gratis Seguici su WhatsApp Nuovo
oppure

Ricevi le offerte via email

Iscriviti alla newsletter per non perdere nessuna offerta!

Puoi disiscriverti in qualsiasi momento. Niente spam, solo offerte vere. 🎯

TecnoAndroid
  • Home