Samsung Electronics ha da poco ottenuto la certificazione “Zero Waste to Landfill” livello Platino per l’intera rete dei suoi stabilimenti produttivi nel mondo. A rilasciarla è stata UL Solutions, realtà internazionale nel campo della sicurezza e della scienza ambientale. Si tratta del massimo grado possibile, riservato solo alle aziende capaci di deviare il 100% dei rifiuti dalla discarica, trasformandoli in risorse riutilizzabili o materiali destinati al riciclo.
Questo traguardo rappresenta la tappa più importante del piano di sostenibilità lanciato da Samsung nel 2022. Un progetto che mira a raggiungere la neutralità climatica e la circolarità delle risorse entro il 2050. L’azienda ha introdotto procedure di gestione dei rifiuti sempre più sofisticate, capaci di dare nuova vita ai materiali di scarto. Oggi ogni sito produttivo, dalla Corea all’Europa, è in grado di riutilizzare, rigenerare o convertire i propri rifiuti. Così facendo si è riuscito a ridurre drasticamente l’impatto sull’ambiente e contribuire alla realizzazione un modello industriale a spreco zero.
Riciclo, riuso e innovazione: la sostenibilità secondo Samsung
La certificazione Platino era già stata raggiunta nel 2024 dai dieci stabilimenti della divisione Device Solutions; con l’aggiunta della sede ungherese SEH-P della divisione Device eXperience. Samsung però, ha esteso il risultato a tutti i 22 impianti globali. Il successo, come detto, è frutto di un insieme di misure concrete. Tra queste: raccolte differenziate più accurate, programmi di compostaggio per carta e rifiuti alimentari, recupero energetico dai materiali da costruzione e riutilizzo dei residui elettronici come combustibili solidi.
Particolarmente avanzate le soluzioni adottate nei centri dedicati ai semiconduttori. Qui i liquidi di scarto vengono trasformati in agenti di pulizia e i catalizzatori vengono rigenerati per un nuovo impiego. Nel solo 2024, Samsung ha riciclato oltre 1,32 milioni di tonnellate di rifiuti, pari a 260.000 camion da cinque tonnellate. Un risultato tangibile che si ritrova anche nei nuovi prodotti. Il Galaxy S25, ad esempio, impiega cobalto e componenti provenienti da materiali riciclati della filiera produttiva.
L’obiettivo per i prossimi anni? Continuare a innovare ogni fase del ciclo produttivo, rendendo la tecnologia non solo più efficiente, ma anche rispettosa del pianeta.
