Un tempo centro pulsante della produzione energetica gallese, la centrale di Trawsfynydd si prepara ora a cambiare volto. Diventando un laboratorio per il futuro del nucleare nel Regno Unito. Dopo decenni di inattività, infatti, il sito diventa il simbolo di una nuova fase. La quale si inserisce nella politica britannica di decommissioning nucleare. La centrale era entrata in funzione nel 1965 e chiusa nel 1991. Quest’ultima produceva fino a 392 megawatt elettrici. Il combustibile è stato completamente rimosso già nel 1997. Da quel momento l’impianto è stato designato dalla Nuclear Decommissioning Authority (NDA) come sito “lead and learn”. Un punto di riferimento tecnico e metodologico per la dismissione dei vecchi reattori Magnox. I quali, negli anni Sessanta, avevano segnato la prima stagione atomica del Regno Unito.
Ecco come cambia la centrale nucleare di Trawsfynydd
Oggi, la gestione del processo è affidata alla Nuclear Restoration Services (NRS), società controllata dalla NDA. Quest’ultima ha incaricato Costain di eseguire uno dei passaggi più complessi: la riduzione dell’altezza delle due torri principali. Le quali passano da 54 a 25 metri. L’operazione, sostenuta da un contratto del valore di circa 94 milioni di dollari, comporterà la rimozione e il trattamento di oltre 15.000 metri cubi di cemento e mattoni.
Non si tratta solo di un lavoro di demolizione. Una volta ridimensionate le strutture, sarà necessario un lungo intervento di consolidamento per garantire che gli edifici restanti siano stabili e sicuri. La fase successiva prevede operazioni di alta precisione, come la rimozione di dieci gru interne, due delle quali superano in peso un Boeing 747. Per gestirle saranno impiegate tecniche di sollevamento e taglio specializzate. Progettate su misura per la complessità del sito.
Secondo il cronoprogramma, i lavori a Trawsfynydd richiederanno circa quattro anni. Una tempistica che riflette la complessità di un processo destinato a definire nuovi standard di sicurezza e sostenibilità per il settore. Con tali premesse, l’esperienza gallese assume così un valore simbolico: da un lato rappresenta la chiusura di un’era industriale, dall’altro offre un laboratorio per la futura generazione di tecnologie nucleari.
