Oggi torniamo a parlare di un modello della nota casa automobilistica Alfa Romeo dietro il quale sta aleggiando un alone di controversia, nello specifico la vettura in questione è Alfa Romeo Stelvio il cui ultimo aggiornamento sarebbe dovuto essere stato presentato per la fine del 2025 per poi arrivare su strada nel 2026, questi erano i piani originali dell’azienda che poi però ha dovuto procedere ad un rinvio annunciato tempo fa, annuncio dopo il quale non si è letteralmente saputo più nulla della vettura, quest’ultima infatti, dopo aver subito una serie di cambiamenti in termini di progettazione con l’inserimento di altre varianti non solo elettriche, è scomparsa letteralmente nel nulla in termini di informazioni.
La vettura in questione doveva arrivare unicamente come modello elettrico, ma poi l’azienda ha deciso di virare su altre soluzioni dal momento che il mercato dell’elettrico non è andato come previsto e i volumi di vendita non sono soddisfacenti a tal punto da puntare solo su questa tipologia di motorizzazione.
Anche ibrida
Le possibilità in merito alla nuova Stelvio sono davvero tante e le voci circolate in rete in passato lo erano altrettanto, nello specifico si parlava dell’arrivo di motorizzazioni ibride accanto a quelle elettriche con i nuovi motori full Hybrid sui quali Stellantis sta lavorando ormai da diverso tempo, come se non bastasse, si vociferava anche dell’introduzione di un frontale migliorato per cercare di migliorare anche il raffreddamento e la circolazione dell’aria all’interno della vettura, dopo quelle voci però non si è saputo più nulla e un alone di silenzio ha iniziato a circolare in modo completamente stabile attorno alla vettura.
Cosa significhi questo silenzio ovviamente è difficile dirlo e l’unica cosa che si può fare è aspettare eventuali annunci da parte della casa madre, sicuramente questo silenzio non è un buon segno è molto probabilmente potrebbe tradursi in un ulteriore ritardo nello sviluppo della vettura, non rimane da capire altro che a quanto quest’ultimo ammonterà.
