Instagram continua a migliorarsi soprattutto per diventare più sicura per i minori. A tal proposito infatti la celebre applicazione social ha introdotto una nuova serie di restrizioni che servono proprio per gli adolescenti, in modo da filtrare in maniera più decisa tutti i contenuti che andranno a visualizzare. Ridurre in maniera sensibile i materiali che potrebbero vedere su Instagram è fondamentale. Tra questi ci sono immagini a sfondo sessuale, linguaggio volgare o attività considerate rischiose.
A partire da adesso infatti tutti i profili dei tanti utenti minorenni, verranno sottoposti ad un controllo atto a limitare la visione dei contenuti paragonabili a quelli di un film classificato come PG-13, quindi con una supervisione parentale raccomandata. Gli adolescenti non potranno modificare queste impostazioni autonomamente: per farlo sarà necessaria l’autorizzazione di un genitore o tutore. Meta precisa che l’intento è quello di creare un equilibrio tra libertà d’espressione e tutela, riducendo i casi in cui i giovani possano imbattersi in materiale non adatto alla loro età.
L’AI al servizio della sicurezza
Un aspetto centrale di questa novità riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il sistema sarà in grado di stimare l’età di chi utilizza un account e di riconoscere eventuali tentativi di aggirare le regole, come nel caso di chi si registra fingendo di essere maggiorenne. In questi casi, Instagram applicherà automaticamente le restrizioni previste per i minorenni.
Oltre al controllo dei contenuti, anche le risposte dell’AI integrata nella piattaforma seguiranno linee guida specifiche per l’età, evitando temi o toni non adeguati. Inoltre, gli adolescenti non potranno seguire profili che condividono materiale esplicito o per adulti, e la funzione di ricerca escluderà parole chiave legate a sostanze come l’alcol o a contenuti violenti.
Instagram ha sviluppato queste misure in collaborazione con migliaia di genitori, esperti e associazioni, prevedendo aggiornamenti costanti in base ai feedback raccolti. Le nuove restrizioni sono già in fase di rollout negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Canada, per poi arrivare progressivamente anche negli altri Paesi.
