Il mouse cui siamo abituati da decenni sulle nostre scrivanie, anche se meno rispetto ad un tempo, continua a resistere alle alternative più moderne come touchpad o comandi vocali e gesture. Nel frattempo l’evoluzione dei dispositivi indossabili sta dando il via a nuove opportunità. Tra queste troviamo picoRing, dispositivo che ricorda un anello, sviluppato dall’Università di Tokyo. Questo prototipo, ideale soprattutto per la realtà aumentata, propone un approccio radicalmente diverso rispetto al mouse tradizionale, e in confronto è leggerissimo e a basso consumo.
picoRing, il mouse piccolo di soli 5 grammi pensato per la realtà aumentata
Il progetto nasce dal lavoro del professor Ryo Takahashi insieme al suo team presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Sistemi Informatici di Tokyo. L’obiettivo di partenza è sempre stato realizzare un’interfaccia che fosse quasi impercettibile, discreta e altamente efficiente dal punto di vista energetico. PicoRing pesa appena 5 grammi e si indossa come un qualunque anello, quindi risponde a questo primo importante requisito. Offre anche tante funzionalità di base attraverso semplici movimenti del dito. La sua autonomia lo rende particolarmente adatto a dispositivi come visori AR e strumenti simili.
La nuova tecnologia che riduce i consumi
Il cuore dell’innovazione di questo anello è il sistema di comunicazione semi-PIT, ossia semi passivo, che utilizza un filo a spirale e micro-condensatori per amplificare i campi magnetici. Tutto ciò permette una trasmissione dei dati senza che gli amplificatori siano attivi, ed è proprio questo meccanismo a ridurre il consumo energetico rispetto a tanti altri anelli smart. In passato, dispositivi simili erano penalizzati da batterie più deboli che si esaurivano facilmente, compromettendo l’usabilità.
Per ottimizzare ulteriormente la trasmissione dei dati, l’anello è associato ad una sorta di bracciale che funge da ripetitore tra l’anello e il dispositivo principale cui fa da mouse. Questo consente all’anello di operare velocemente, delegando al bracciale la gestione dei segnali più forti a lunga distanza. I ricercatori stanno già lavorando ad altre migliorie, come ridurre le interferenze e sperimentare soluzioni che possano eliminare del tutto l’uso del bracciale, magari integrando tessuti conduttivi negli abiti indossati. Sebbene ancora in fase embrionale, picoRing rappresenta un passo verso forme di interazione più intuitive e invisibili, in linea con le esigenze frenetiche delle tecnologie odierne.
