L’energia prodotta da impianti solari ed eolici ha da poco superato quella generata dal carbone, segnando un punto di svolta decisivo nella corsa verso un futuro a zero emissioni. Il traguardo, raggiunto nell’ultimo periodo, continua ad essere susseguito da ulteriori traguardi che fanno ben sperare sul futuro delle fonti rinnovabili.
Il boom dell’energia solare traina la transizione energetica
In vetta al successo di questa crescita c’è soprattutto il fotovoltaico, protagonista assoluto di quest’anno. L’energia solare ha coperto da sola oltre l’80% dell’aumento della domanda globale di elettricità, crescendo di molto rispetto all’anno precedente. La sua quota nel mondo intero è aumentata, con la Cina in testa, seguita da Stati Uniti, Europa, India e Brasile. In ben quattro Paesi rappresenta ormai oltre un quarto della produzione elettrica.
Anche l’eolico ha continuato a rafforzarsi e farsi strada, seppur con meno impatto rispetto all’energia solare. In totale, la domanda mondiale di elettricità è aumentata, ma questo incremento è stato interamente coperto dalle rinnovabili, con un leggero calo del consumo di carbone e gas.
Le sfide e le eccezioni che questi cambiamenti comportano
La transizione procede alla stessa velocità nei Paesi in cui si è ingranata la marcia giusta, non si può dire lo stesso di tanti altri purtroppo. Inoltre, ci sono alcune discrepanze. Ad esempio negli Stati Uniti, l’aumento della domanda energetica — legato in parte all’espansione dei data center per l’intelligenza artificiale — ha causato una temporanea risalita del carbone. In Europa alcune difficoltà riscontrate e una stagione caratterizzata dalla presenza di poco vento hanno costretto a un parziale ritorno ai combustibili fossili.
L’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede che entro il 2030 l’80% delle nuove installazioni sarà rappresentato dal fotovoltaico. Il futuro, quindi, parla chiaro nonostante gli alti e bassi. Anche se restano da risolvere il potenziamento delle reti elettriche, lo sviluppo di impianti di accumulo e la gestione della stabilità del sistema.
Intanto, il 2025 si traduce in risultati tangibili e concreti come i 12 milioni di tonnellate di CO₂ in meno prodotti rispetto all’anno precedente. Si spera che questo sia solo l’inizio e solo uno dei tanti risultati che saremo presto in grado di raggiungere.
