Il mercato dei semiconduttori ha vissuto un momento di particolare fermento. Tale settore, infatti, è stato segnato dall’annuncio di un’inedita collaborazione tra OpenAI e AMD. L’intesa, dalla durata di cinque anni, prevede la fornitura di chip di nuova generazione da parte di AMD alla società di Sam Altman. L’accordo ha innescato un effetto immediato sui mercati finanziari. Facendo vacillare, anche se solo per poco, la posizione dominante di NVIDIA. Nel dettaglio, le azioni NVIDIA hanno registrato un calo del 2,3%. Scendendo a 183,33 dollari. Nel frattempo, i titoli AMD hanno vissuto una crescita, salendo di 27,6% e raggiungendo 210,12 dollari. Ovvero 45,45 dollari in più rispetto all’apertura. Il calo di NVIDIA, però, è apparso di breve durata. Già nelle ore successive il titolo ha recuperato parte delle perdite. Attestandosi poi attorno a 185,54 dollari, e guadagnando un ulteriore 0,5% nel pre-market del giorno seguente. Gli analisti hanno interpretato tale andamento come la conferma della fiducia che il mercato continua a riporre nell’azienda di Jen-Hsun Huang.
OpenAI e AMD: ecco cosa sta cambiando con il nuovo accordo
Dietro l’accordo tra i due colossi non si cela solo una scelta commerciale. Secondo osservatori del settore, le grandi aziende tecnologiche stanno cercando di ridurre la dipendenza da un unico fornitore di hardware per l’AI. Aprendosi così a una maggiore concorrenza. Anche Microsoft, partner strategico di OpenAI, ha annunciato di voler diversificare i propri fornitori e sviluppare soluzioni proprietarie. Una mossa che potrebbe ridisegnare gli equilibri industriali nel medio periodo.
L’analista Ben Reitzes prevede che, grazie a tale spinta, il mercato mondiale dei sistemi di elaborazione e delle reti dedicate all’AI potrebbe superare i 2.000 miliardi di dollari. Il tutto entro il 2030. In uno scenario di simili proporzioni, NVIDIA manterrebbe comunque una posizione di rilievo. Con una quota stimata attorno al 40%.
Più che una minaccia, l’accordo tra OpenAI e AMD appare, dunque, come il segnale di una fase evolutiva del settore. L’ingresso di nuovi attori e la moltiplicazione delle alleanze industriali non riducono il peso dei giganti esistenti. Ma contribuiscono ad espandere l’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale.
