La lotta al cambiamento climatico sempre più spesso passa dai tribunali. E questo secondo l’ultimo report pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) insieme al Sabin Center for Climate Change Law della Columbia University. Questo dice che le cause legali sul clima sono in costante aumento. A livello mondiale, al 30 giugno 2025, sono stati registrati 3.099 casi in 55 giurisdizioni nazionali. E 24 organismi giudiziari o para-giudiziari internazionali e locali. Solo otto anni fa, nel 2017, i procedimenti aperti erano meno di 900. Il dato di oggi segna quindi un balzo di oltre il triplo.
Il diritto diventa leva per spingere l’azione sul clima
Il documento, intitolato “Climate Change in the Courtroom”, è giunto alla sua quarta edizione. E fotografa un panorama in rapida evoluzione. I ricorsi contro Stati e imprese si sono ampliati nei temi e nei soggetti coinvolti. Dai casi iniziali, legati a responsabilità ambientali evidenti, si è passati a contenziosi complessi. Che spaziano dal greenwashing alle compensazioni delle emissioni. Fino ai consumi energetici dei data center usati per l’intelligenza artificiale. La giurisprudenza internazionale comincia a definire obblighi chiari e vincolanti per governi e grandi aziende. Sulla base della scienza climatica.
Il Sud del mondo è ancora oggi tra le aree più colpite dagli effetti del cambiamento climatico. E rappresenta ancora meno del 10% dei procedimenti legali mondiali. Tuttavia, anche in queste regioni, la tendenza è in crescita. Il settore del contenzioso climatico non solo si è espanso. Ma si è anche specializzato. Le nuove cause riguardano non solo la riduzione delle emissioni. Ma anche la protezione della biodiversità e il contrasto all’inquinamento.
Un ruolo centrale lo ha avuto la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia. Che con una sentenza storica ha stabilito che gli Stati hanno un obbligo giuridico a contenere le emissioni di gas serra. Di conseguenza, anche le grandi imprese possono essere ritenute legalmente responsabili. Le sentenze iniziano così a tracciare una cornice normativa mondiale. In cui i tribunali diventano veri protagonisti del dibattito climatico. Sempre più spesso, il diritto si affianca alla politica e alla scienza come strumento per forzare un cambiamento reale.
