La gestione dei dati vocali da parte dei grandi produttori tecnologici torna al centro del dibattito europeo. A tal proposito, in Francia, la procura di Parigi ha aperto un’indagine penale su Apple. L’azienda di Cupertino è stata accusata di aver trattato in modo improprio le registrazioni provenienti dagli utenti di iPhone. Il caso riguarda l’attività di analisi delle conversazioni con l’assistente virtuale Siri. Un sistema progettato per migliorare la comprensione del linguaggio, ma ora sospettato di aver oltrepassato i limiti della riservatezza. L’indagine prende il via dalle denunce del whistleblower Thomas Le Bonniec, che anni fa aveva collaborato con una società subappaltatrice di Apple. Secondo la sua testimonianza, il programma “Migliora Siri e dettatura” consentiva la registrazione di frammenti audio contenenti conversazioni reali, poi ascoltate e valutate da personale esterno per verificare la precisione del sistema di riconoscimento vocale. Il meccanismo, pensato per perfezionare l’assistente digitale, avrebbe però incluso anche attivazioni involontarie del microfono.
Apple: ecco i dettagli sulla nuova indagine
Le Bonniec ha raccontato di aver analizzato fino a 1.300 clip audio al giorno. Di cui circa il 20-30% raccolte senza che l’utente ne fosse consapevole. In molti casi, i comandi impartiti a Siri erano accompagnati da dialoghi personali, rivelando informazioni di natura privata. Dopo le prime segnalazioni, Apple fu costretta a introdurre un sistema di adesione volontaria (opt-in), limitando la raccolta ai soli utenti che avessero dato un consenso esplicito. Eppure, sembra che la modifica non sarebbe bastata a garantire un controllo effettivo sulla protezione dei dati personali. Ciò perché le registrazioni potevano contenere elementi sufficienti a risalire all’identità di chi parlava.
Il fascicolo è ora nelle mani della sezione J3 della procura parigina, specializzata in reati informatici. Gli inquirenti dovranno valutare se il comportamento dell’azienda di Cupertino è compatibile con le norme previste dal GDPR. Il regolamento europeo che tutela i cittadini contro l’uso improprio delle informazioni personali. Il procedimento contro Apple rappresenta un nuovo banco di prova per l’Europa nella definizione dei limiti tra innovazione tecnologica e diritti fondamentali.
