Ah, l’incubo di ogni viaggiatore moderno: rimanere a mezz’aria, a diecimila metri d’altezza, con lo smartphone a un misero 2% e nessun modo per dargli la carica. Fino a ieri, il power bank era il nostro angelo custode tascabile, la soluzione infallibile. Oggi, però, le cose stanno cambiando rapidamente, e sembra che le compagnie aeree abbiano deciso di dare un bel freno a questi salvavita tecnologici.
Cosa c’è dietro le nuove restrizioni sulle batterie al litio
La notizia che ha fatto più rumore di recente è stata quella di Emirates. La compagnia degli Emirati ha annunciato senza mezzi termini: stop all’uso dei power bank per ricaricare i dispositivi durante il volo, e stop anche al ricaricare il power bank stesso. Punto. Questa decisione non è un caso isolato, ma colloca Emirates in una schiera sempre più nutrita di giganti del cielo. Parliamo di vettori importanti che operano soprattutto su rotte lunghe, come Cathay Pacific, Singapore Airlines, China Airlines, EVA Air, e Thai Airways.
Ci si chiede: perché tutto questo rigore improvviso? La risposta, purtroppo, non è piacevole, ma è legata alla sicurezza. Negli ultimi anni, in parallelo alla nostra ossessione per la tecnologia sempre accesa, c’è stato un aumento preoccupante di incidenti a bordo legati proprio ai power bank. Più dispositivi, più problemi. E un malfunzionamento a bordo di un aereo, si sa, non è la stessa cosa che succeda a casa. A migliaia di metri di quota, le opzioni di intervento sono drammaticamente limitate.
Emirates è stata chiara nell’identificare la fonte delle sue paure: le batterie al litio. Queste piccole meraviglie chimiche, che fanno funzionare praticamente tutto ciò che portiamo con noi, hanno un lato oscuro. Possono innescare incendi, esplosioni e rilasciare gas tossici se danneggiate o sottoposte a determinate condizioni. Capite bene che, per una compagnia aerea, un rischio potenziale e crescente di incendio in cabina è sufficiente per far scattare un cambio di rotta drastico nelle politiche. La necessità è quella di minimizzare ogni rischio aereo, e il litio, seppur utilissimo, è sotto costante osservazione.
E ora, cosa succede al mio Power Bank?
Quindi, bando al panico: possiamo ancora viaggiare con il nostro power bank? Fortunatamente, per la maggior parte dei casi, sì. La maggior parte delle autorità aeronautiche e delle compagnie aeree ancora permette il trasporto, ma impone due regole d’oro da scolpire nella memoria prima di preparare la valigia:
- Dove lo metto? Il power bank deve tassativamente viaggiare nel bagaglio a mano. Dimenticatevi di metterlo nella valigia che va in stiva. Deve essere accessibile e controllabile immediatamente in caso di emergenza.
- Quanta energia ha? La sua capacità non deve superare i 100 watt-ora (Wh). Se è compreso tra i 100 e i 160 Wh, è spesso richiesto un permesso preventivo della compagnia, e oltre i 160 Wh è quasi sempre vietato. Se non avete familiarità con i watt-ora e leggete solo i milliampere-ora (mAh), c’è un calcolo semplice: dividete i mAh per mille, moltiplicate per i Volt, e otterrete i Wh. La maggior parte dei power bank standard non supera questa soglia, ma è fondamentale controllare l’etichetta.
Per evitare sorprese spiacevoli al check-in, la regola numero uno è la prevenzione. Prima di partire, accertatevi che il vostro power bank abbia una capacità inferiore ai famosi 100 Wh e che le sue specifiche tecniche siano ben visibili sull’involucro. Un dispositivo con l’etichetta strappata o, peggio ancora, danneggiato, sarà sicuramente rifiutato.
E la cosa più importante di tutte? Controllare il sito web della compagnia aerea specifica che userete. Le regole, specialmente quelle sui power bank, sono soggette a variazioni anche importanti tra un vettore e l’altro. Infine, un consiglio sempre valido: caricate completamente tutti i vostri dispositivi prima di salire a bordo. Così, anche se doveste rispettare il divieto di ricarica in volo, l’incubo della batteria scarica sarà rimandato.
