Il cloud gaming sta vivendo una fase di consolidamento. A tal proposito, Microsoft sembra pronta a rafforzare il suo ruolo nel settore dopo anni di sperimentazione. Il suo Xbox Game Pass, lanciato originariamente come progetto pilota nel 2020, ha ora abbandonato lo stato di beta. In tal modo, si trasforma in un’offerta stabile e accessibile a una platea più ampia di giocatori. Uno degli sviluppi più rilevanti riguarda la qualità visiva dello streaming. Gli utenti di Xbox Game Pass Ultimate possono finalmente accedere a giochi in 1440p, con bitrate fino a 27 Mbps. L’upgrade promette una resa più nitida e stabile, riducendo compressione e artefatti grafici. È un progresso importante, il primo dal 2021, quando l’introduzione di hardware basato su Xbox Series X nei data center Microsoft aveva già migliorato caricamenti e frame rate. Eppure, resta aperta la questione se l’evoluzione derivi da modifiche all’infrastruttura o da ottimizzazioni software.
Xbox Game Pass: ecco i cambiamenti in arrivo
Oltre al miglioramento tecnico, il servizio diventa più inclusivo. Anche chi possiede abbonamenti Essential o Premium potrà accedere allo streaming, anche se con alcune limitazioni. Per anni, il cloud gaming era riservato quasi esclusivamente agli utenti top-tier, fatta eccezione per esperienze come Fortnite gratuito in cloud. L’apertura a nuovi piani riflette una strategia di mercato più ampia, volta a rendere l’accesso alla tecnologia meno esclusivo e più diffuso.
Nonostante i progressi, il nuovo standard 1440p resta inferiore al 4K offerto da competitor come Nvidia GeForce Now, che continua a rappresentare un punto di riferimento per chi cerca la massima qualità visiva. Miglioramenti ulteriori, come risoluzioni più elevate e bitrate ancora più alti, sono attesi con la futura generazione di console Xbox. Suggerendo che il percorso verso l’eccellenza visiva sia ancora in corso. Con la fine della beta, Microsoft non solo consolida un servizio ormai maturo, ma contribuisce anche a ridefinire il concetto di fruizione videoludica.