Vai al contenuto
Offerte

Schermi più del sonno: l’allarme USA sui bambini e i loro device

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Tempo davanti agli schermi che supera persino quello dedicato al sonno: è questo il dato che salta agli occhi da un recente rapporto statunitense, e non è esattamente una buona notizia per chi ha figli piccoli o adolescenti in casa. Bambini e ragazzi, negli Stati Uniti, passano più ore con smartphone, tablet e televisori accesi davanti a sé che dormendo, muovendosi o semplicemente stando insieme agli altri. Una fotografia che fa riflettere, perché tocca abitudini diventate ormai quotidiane.

Le migliori offerte solo su Amazon. Scopri l'offerta di oggi

Cosa dice il rapporto americano

Il documento arriva dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, noto con la sigla HHS, insieme all’Ufficio del Surgeon General, una figura che negli USA si occupa proprio di vigilare sulla salute pubblica e di lanciare allarmi quando qualcosa non va. E qui, a quanto pare, qualcosa non va.

Il nocciolo della questione è semplice da capire ma difficile da digerire: i minori trascorrono più tempo davanti agli schermi che dormendo. Più tempo che facendo attività fisica. Più tempo che socializzando con i coetanei in carne e ossa. Smartphone, tablet, computer e televisori si sono presi una fetta enorme delle loro giornate, e il rapporto parla apertamente di rischi concreti per la salute e per lo sviluppo durante l’infanzia e l’adolescenza. Non si tratta soltanto di un fastidio passeggero o di una moda da liquidare con un’alzata di spalle. Quando il dispositivo finisce per rubare ore al riposo, al movimento e alle relazioni, le conseguenze toccano la crescita nel suo complesso. Il sonno, in particolare, è uno di quegli aspetti su cui nessuno dovrebbe scherzare, soprattutto in età evolutiva.

Perché l’allarme riguarda tutti

L’aspetto più delicato è proprio l’uso eccessivo di questi dispositivi durante l’età in cui il corpo e la mente si stanno ancora formando. Il rapporto mette in fila una serie di attività che dovrebbero occupare le giornate dei più giovani, dal sonno all’attività fisica fino alla socializzazione, e le confronta con le ore passate a fissare uno schermo. Il risultato pende dalla parte sbagliata.

La generazione h24, sempre connessa, sempre raggiungibile, sembra aver spostato il proprio baricentro verso il digitale a discapito di tutto il resto. Ed è qui che entra in gioco la responsabilità degli adulti, chiamati a riflettere su quanto spazio i dispositivi occupino nelle vite dei ragazzi. Il segnale lanciato dalle autorità sanitarie statunitensi è di quelli che meritano attenzione, perché non parla di un caso isolato ma di una tendenza diffusa, capace di incidere sulla salute e sullo sviluppo di un’intera fascia d’età. Un campanello d’allarme che, pur arrivando dagli Stati Uniti, racconta dinamiche tutt’altro che lontane dalle abitudini di tante famiglie.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
29 Condivisioni