In molti per anni hanno utilizzato Snapchat come vero e proprio archivio, tutto in digitale ma adesso c’è una brutta notizia: Snapchat Memories cambia volto. Il massimo che verrà concesso agli utenti sarà di 5 GB gratuiti. Ciò significa che superata questa soglia, sarà necessario sottoscrivere uno dei nuovi piani a pagamento. Coloro che sono già andati oltre i limiti fortunatamente avranno un anno di tempo per scegliere un abbonamento o scaricare i propri ricordi per non perderli.
I nuovi Memories Storage Plans si dividono in tre fasce:
100 GB a 1,99 dollari al mese;
250 GB inclusi in Snapchat+ al costo di 3,99 dollari mensili;
5 TB con Snapchat Platinum a 15,99 dollari al mese.
Chi non intende pagare potrà sempre scaricare i propri contenuti direttamente sul dispositivo, preservando così la propria raccolta senza ulteriori costi.
Perché Snapchat introduce questa novità
Secondo l’azienda, la decisione nasce da esigenze concrete: nel tempo gli utenti hanno salvato oltre un trilione di Memories, un volume enorme che comporta spese crescenti di infrastruttura. Limitare lo spazio gratuito e introdurre piani premium serve quindi a bilanciare i costi, pur mantenendo un accesso gratuito per la maggior parte degli utenti, che probabilmente non supereranno i 5 GB messi a disposizione.
La mossa è anche un modo per generare nuove entrate in un mercato dominato da concorrenti come Instagram, TikTok e Facebook, che contano numeri ben più elevati. Snapchat, con circa 900 milioni di utenti, sceglie quindi di puntare sulla monetizzazione della memoria digitale dei propri iscritti.
Un abbonamento in più da considerare
La decisione, inevitabilmente, ha diviso la community. Molti non accolgono con entusiasmo l’idea di aggiungere un’altra voce all’elenco delle sottoscrizioni mensili. D’altra parte, mantenere gratuitamente gigabyte di contenuti per centinaia di milioni di utenti non è sostenibile nel lungo periodo.
Chi non vorrà aderire ai nuovi piani potrà quindi optare per la via più semplice: scaricare i propri ricordi e conservarli altrove. Una scelta che garantisce la continuità di quel “diario digitale” costruito negli anni senza dover affrontare nuove spese.
