All’International Astronautical Congress 2025 di Sydney, l’azienda australiana Electro Optic Systems (EOS) ha presentato Atlas Space Control Capability. Si tratta di un sistema basato su laser ad alta energia progettato per proteggere i satelliti da minacce e interferenze. La nuova tecnologia unisce telescopi di ultima generazione e strumenti ottici avanzati, offrendo un livello superiore di consapevolezza situazionale nello spazio.
Atlas è pensato per monitorare e seguire in tempo reale satelliti difficili da individuare e detriti orbitali. La possibilità di configurarlo in modalità fissa, mobile o rilocabile lo rende un sistema estremamente flessibile. In un’epoca in cui lo spazio è diventato un dominio conteso, questa caratteristica permette agli alleati di operare con maggiore libertà e sicurezza. Il CEO di EOS, Andreas Schwer, ha sottolineato che i satelliti sono ormai vitali non solo per la difesa, ma anche per la vita civile quotidiana. Atlas nasce per offrire strumenti affidabili, adattabili e integrabili con reti internazionali di space domain awareness.
Atlas: l’Australia al centro della scena spaziale mondiale
Uno degli aspetti più innovativi di Atlas è la scalabilità della potenza. Gli operatori possono controllare l’effetto del laser in base alla missione. Si potrà quindi andare dal semplice monitoraggio fino a misure di controllo più incisive. Questa versatilità rende il sistema utile sia come strumento di deterrenza, sia come mezzo operativo diretto. Non si tratta però di un progetto isolato. In quanto Atlas è concepito per funzionare insieme con infrastrutture e partner internazionali, rafforzando la cooperazione tra agenzie spaziali e operatori militari.
La presentazione ha attirato grande attenzione all’IAC 2025, che quest’anno ha raccolto oltre 7.300 delegati da 90 Paesi e la partecipazione di 40 agenzie spaziali. L’Australia ha confermato il suo ruolo nella corsa allo spazio, grazie anche ai 400 contributi scientifici portati dai suoi ricercatori. Il congresso, che si svolgerà solo per la quinta volta nell’emisfero australe, aprirà al pubblico il 3 ottobre. Sono attesi oltre 7.200 visitatori, con la possibilità di incontrare 17 astronauti e partecipare ad attività divulgative al Powerhouse Museum di Sydney. Insomma, con Atlas, l’Australia dimostra di voler diventare uno dei protagonisti della difesa orbitale e nella cooperazione spaziale internazionale.
