Diciamocelo chiaramente: l’idea di un browser che lavora per te è fantascienza che diventa realtà. Per mesi, tutti quelli che seguono il mondo tech hanno aspettato notizie da Opera, dopo che a maggio avevano promesso un “browser agentico” in grado di navigare e organizzare attività da solo. Finalmente, dopo questo silenzio un po’ misterioso, il progetto, chiamato Neon, è uscito allo scoperto. E, come tutte le cose troppo belle, porta con sé un bel punto interrogativo.
Opera lancia Neon, un assistente digitale integrato nel browser
Il concetto è davvero affascinante. Neon non è semplicemente un posto dove digiti “cerca” e aspetti una lista di link. L’obiettivo è trasformare il browser in un vero e proprio assistente digitale ultra-intelligente. Immagina di dover pianificare una vacanza: invece di aprire dieci schede, cercare voli, alberghi e recensioni, ci pensa l’AI. Tutta questa magia ruota attorno a Do, l’assistente virtuale integrato, che organizza ogni cosa in quelli che Opera chiama Tasks. Questi sono veri e propri spazi di lavoro dedicati a un obiettivo specifico, dove l’AI esplora il web, raccoglie le informazioni rilevanti e te le serve su un piatto d’argento, senza che tu debba fare quel fastidioso ping-pong tra le pagine.
Per rendere il tutto ancora più snello, hanno pensato alle Cards, delle scorciatoie geniali. Sono essenzialmente istruzioni pre-salvate che puoi riutilizzare con un clic, eliminando la necessità di ripetere operazioni noiose. Insomma, è l’ottimizzazione del flusso di lavoro portata a un livello superiore. L’idea è pazzesca e promette di farci risparmiare un sacco di tempo.
E qui arriviamo al “ma”. La prima doccia fredda è l’accessibilità: per ora, Neon è disponibile solo per un numero limitato di fortunati e, se vuoi provarlo, devi metterti in coda in una lista d’attesa. Un approccio che fa aumentare l’attesa, certo, ma che frustra chi è curioso.
La seconda, e forse più pesante, è il prezzo: 19,99 dollari al mese. Quasi venti euro per un browser, per quanto intelligente possa essere, è una cifra che non si può ignorare. Soprattutto se guardi la concorrenza.
Il mercato dei browser, infatti, non dorme. Piattaforme come Perplexity con il loro browser Comet offrono funzionalità simili (la navigazione agentica) senza chiedere un centesimo. Anche i giganti non stanno certo a guardare: Google sta integrando Gemini in Chrome a ritmi serrati, e Microsoft è in procinto di potenziare Edge con strumenti AI ben più avanzati di quelli attuali. Neon, in pratica, ha lanciato il guanto di sfida in un’arena già affollatissima e con un cartellino del prezzo salato.
La sfida per Opera è tutta qui: riusciranno le comodità come Tasks, Cards e l’assistente Do a essere così rivoluzionarie da convincere gli utenti a mettere mano al portafoglio, quando altrove l’innovazione AI è offerta gratuitamente? È un vero e proprio scommessa: se Neon non riuscirà a dimostrare un valore aggiunto enorme rispetto alla concorrenza free, rischia di restare un’idea geniale ma isolata. Non ci resta che aspettare e vedere se l’ingegno di Opera varrà davvero un abbonamento mensile!
