Negli ultimi giorni, Samsung ha accelerato la distribuzione della nuova versione della propria interfaccia utente basata su Android. Dopo una prima fase che aveva riguardato principalmente i dispositivi di fascia più alta e le unità vendute in Corea del Sud, l’aggiornamento One UI 8.0 ha iniziato a raggiungere modelli meno recenti. Riducendo così sensibilmente i tempi previsti in origine. Un segnale che conferma la volontà dell’azienda di mantenere un ritmo sostenuto. Ciò per garantire un’esperienza software uniforme su più dispositivi. L’espansione della One UI 8.0 ha coinvolto diversi smartphone di punta e di fascia media, con particolare attenzione alla serie Galaxy S23, inclusa la variante Ultra, e ai pieghevoli di ultima generazione. Compresi i Galaxy Z Flip5 e Galaxy Z Fold5.
Samsung: continua la distribuzione di One UI 8
La diffusione ha raggiunto anche modelli destinati a un pubblico più ampio. Tra cui i Galaxy A55, Galaxy A35 e Galaxy A26. In alcuni casi, come per i Galaxy S23 in Corea, l’aggiornamento arriva con una build dal peso superiore ai 3 GB. Mentre per modelli di fascia media come Galaxy A55 si attesta attorno ai 2 GB. Ciò rende consigliabile effettuare il download tramite connessione Wi-Fi stabile, non solo per ridurre i tempi di attesa, ma anche per evitare un consumo eccessivo del traffico dati.
Nell’aggiornamento sono comprese anche le patch di sicurezza risalenti al 1 settembre. Come di consueto, il rollout parte dalla Corea del Sud. Ma l’azienda si muove generalmente con rapidità nell’estendere la disponibilità agli altri mercati. Per verificare la presenza dell’aggiornamento, è sufficiente accedere al menu Impostazioni e selezionare la voce Aggiornamento software. In tal modo sarà possibile avviare manualmente la ricerca della nuova versione. In Italia, al momento, non risultano ancora segnalazioni confermate, ma la distribuzione su larga scala lascia presagire che non sarà necessario attendere troppo. L’aggiornamento a One UI 8.0 segna un passaggio importante nella strategia di Samsung. La scelta di rendere disponibile l’interfaccia in maniera capillare, anche per modelli non recentissimi, rafforza l’idea di un ecosistema coerente e aggiornato.
