Se viaggi spesso con Ryanair, sappi che le regole stanno di nuovo cambiando, e non tutti i passeggeri stanno accogliendo la novità con entusiasmo. Dopo gli aggiornamenti introdotti a maggio, la compagnia aerea ha annunciato un’ulteriore modifica al check-in: l’obbligo di avere la carta d’imbarco digitale. La misura, inizialmente prevista per il 3 novembre, entrerà in vigore con qualche giorno di ritardo, il 12 novembre. Poco cambia, però, per i viaggiatori: dal momento in cui scatterà la nuova regola, addio al caro vecchio foglio stampato a casa, sarà obbligatorio usare solo l’app myRyanair.
Dal 12 novembre solo boarding pass digitali: Ryanair spinge sul digitale, ma a caro prezzo
La spiegazione ufficiale è rassicurante. Secondo l’azienda, la decisione serve a rendere la transizione più fluida, approfittando di un periodo meno intenso di viaggi. In realtà, per i passeggeri lo scenario appare meno roseo. Le associazioni dei consumatori non hanno perso tempo e hanno già acceso i riflettori sui possibili rischi. Assoutenti, ad esempio, sottolinea che chi arriverà in aeroporto senza carta d’imbarco digitale dovrà pagare una tariffa extra: 55 euro a persona, che scendono a 40 per i voli dall’Austria e a 30 per quelli dalla Spagna. Una cifra che, in certi casi, supera perfino il prezzo del biglietto stesso.
Il punto critico, quindi, non è tanto l’uso obbligatorio dell’app, quanto le conseguenze economiche per chi non riesce ad adeguarsi. Non tutti, infatti, hanno dimestichezza con lo smartphone, o si trovano a viaggiare con dispositivi scarichi, non funzionanti o semplicemente senza connessione. E poi c’è chi acquista i biglietti tramite intermediari e potrebbe scoprire la novità solo al momento del volo, quando ormai è troppo tardi. Per queste persone, la prospettiva è una sola: pagare e basta.
Il Codacons va oltre e chiede alla compagnia di offrire sempre un’alternativa gratuita, anche per chi non utilizza strumenti digitali. Senza questa opzione, la norma rischia di creare più disagi che benefici, trasformando un semplice check-in in una spesa imprevista.
Vale la pena ricordare che Ryanair non è nuova a polemiche del genere. Già nel novembre 2024 l’Antitrust era intervenuta, accusando la compagnia di non fornire informazioni chiare sui tempi e sui costi del check-in online. Anche in quel caso, la conclusione era stata netta: i consumatori avevano diritto a rimborsi. Non stupisce, quindi, che la nuova misura riaccenda le tensioni.
In definitiva, la scelta di Ryanair si presenta come un passo avanti verso la digitalizzazione, ma rischia di tradursi in un passo indietro sul fronte della trasparenza e dei diritti dei viaggiatori. La data del 12 novembre segnerà un cambiamento che, se non accompagnato da maggiore chiarezza e flessibilità, potrebbe lasciare a terra più di qualche cliente, almeno metaforicamente.
