Chi usa una powerbank sa quanto possa essere prezioso: un piccolo mattoncino capace di ridare vita al telefono nei momenti di bisogno. Ma quando uno strumento pensato per aiutare rischia di trasformarsi in un pericolo, la situazione cambia. È quello che sta succedendo con Anker, che ha lanciato una campagna di richiamo massiccia dopo aver riscontrato problemi di sicurezza in alcuni modelli.
La notizia ha colpito tanti utenti perché non si parla di poche unità isolate: solo negli Stati Uniti sono stati richiamati oltre un milione di dispositivi della serie PowerCore 10000 (modello A1263), mentre a livello globale la cifra sale ulteriormente con altri modelli coinvolti. Parliamo quindi di quasi due milioni di powerbank potenzialmente a rischio.
I numeri del richiamo e i rischi segnalati
Il modello più problematico è l’A1263, con circa 1,1 milioni di unità richiamate solo sul mercato americano. Le segnalazioni hanno fatto emergere 19 casi di surriscaldamento con episodi di incendio ed esplosioni, che hanno provocato due ustioni lievi e danni materiali quantificati in decine di migliaia di dollari.
Ma non è tutto. Un secondo richiamo ha interessato quasi mezzo milione di powerbank appartenenti a cinque diversi modelli: A1257, A1647, A1652, A1681 e A1689. Qui le segnalazioni sono state 33, con quattro casi di ustioni e almeno un danno consistente a livello di proprietà.
Questi numeri spiegano bene la decisione di Anker: fermare la distribuzione, chiedere agli utenti di non utilizzare i dispositivi difettosi e avviare la procedura di sostituzione o rimborso. Un passo necessario, perché il rischio non è solo teorico: il difetto delle batterie agli ioni di litio può avere conseguenze serie.
La lezione che emerge è chiara: anche i marchi più affidabili non sono immuni da difetti, e la trasparenza nel comunicare i rischi è fondamentale. Anker ha scelto di affrontare il problema in modo diretto, invitando chi possiede una delle powerbank richiamate a verificare il numero di serie e richiedere la sostituzione.
Per gli utenti, resta un piccolo fastidio dover rinunciare a un accessorio utile, ma anche la certezza che la sicurezza viene prima di tutto. In fondo, è meglio restare senza dispositivo carico per un giorno che rischiare un incendio in casa o in viaggio.
