Il nuovo anno scolastico è iniziato, e con esso tornano inevitabilmente i riflettori sulla scuola pubblica italiana.
La scuola pubblica italiana tra sicurezza e digitalizzazione in ritardo
Nonostante le promesse e gli investimenti degli ultimi anni, la realtà resta complessa e, per molti versi, deludente. Il rapporto Ecosistema Scuola 2025 di Legambiente dipinge un quadro di edifici scolastici che arrancano tra manutenzione insufficiente, bassi standard energetici e rischi concreti per la salute. La presenza di amianto, ad esempio, riguarda ormai il 10% delle scuole, un dato in aumento rispetto ai rilevamenti precedenti: non necessariamente un peggioramento, ma un segnale che i controlli si fanno più accurati e i Comuni più trasparenti. E se il rischio amianto è quello più evidente, il comfort climatico e la qualità dell’ambiente interno sono altrettanto importanti, perché incidono sul benessere quotidiano di studenti e insegnanti, che trascorrono ore tra aule calde d’inverno e afose d’estate.
La sostenibilità energetica è un’altra nota dolente. Solo una minima parte degli istituti raggiunge la classe A, mentre la maggioranza rimane in fascia E, F o G. L’adozione di impianti a fonti rinnovabili è ancora marginale, con differenze marcate tra regioni e isole. Negli ultimi vent’anni qualcosa si è mosso: se agli inizi del 2000 praticamente nessuna scuola disponeva di sistemi green, oggi il 20% può vantare qualche fonte pulita, ma a questo ritmo ci vorrebbero decenni per arrivare a una copertura completa. È chiaro che servirebbe uno slancio decisivo, un piano organico di interventi capaci di trasformare la scuola pubblica in un ambiente sicuro e sostenibile per davvero.
Oltre ai numeri, emergono anche le buone pratiche, scuole che hanno saputo integrare manutenzione costante e attenzione all’ambiente, dimostrando che è possibile combinare sicurezza, efficienza energetica e benessere. Tuttavia, queste esperienze rimangono isolate senza un coordinamento nazionale, con fondi spesso frammentati e procedure complicate che rallentano ogni progresso. Per garantire ambienti adeguati al diritto allo studio e alla salute dei ragazzi, la scuola pubblica ha bisogno di strategie chiare, risorse certe e una visione a lungo termine, capace di trasformare gli edifici in luoghi non solo dove imparare, ma anche vivere bene.
